Bottos 1848

IL SYRINGING – Come rinfrescare il prato nei giorni più caldi

Prendiamo spunto da diverse richieste giunteci in riferimento alla gestione dell’acqua durante il periodo estivo.

Ci soffermiamo nuovamente sull’utilità della pratica del “syringing” come elemento base per la manutenzione dei prati in periodi caldi, magari anche accompagnati da siccità. Tutto questo soprattutto quando le temperature superano i 30°C. Il syringing altro non è che il processo di applicazione di una piccola quantità di acqua al tappeto erboso intorno alla metà della giornata, tendenzialmente un paio di ore prima del sopraggiungere delle temperature più alte. Si tratta quindi dell’utilizzo dell’impianto d’irrigazione intorno alle 11:00-11:30 circa, dove si fornisce una quantità d’acqua generalmente non superiore a 1-1,5 mm. (= un paio di minuti di un “tradizionale” irrigatore dinamico). L’obiettivo è quello di agire da termoregolatore per evitare gli shock da caldo, raffreddando i manti erbosi durante i periodi d’intenso stress da calore. Normalmente le piante si raffreddano traspirando l’acqua attraverso i fori sulle foglie nella pagina inferiore (stomi). Questi stomi si aprono e si chiudono a seconda delle condizioni ambientali e dello stato fisiologico delle piante stesse. La stessa cosa succede al genere umano quando le persone sudano. La traspirazione è quindi di un efficiente meccanismo di raffreddamento; circa il 98% dell’acqua utilizzata dal prato viene impiegata per il raffreddamento! Ma questo rinfrescamento evaporativo si arresta quando le foglie delle piante non posseggono più una quantità adeguata di acqua. Questo si verifica quando il terreno è asciutto, le radici compromesse (malattie, alto calore del suolo o saturazione del medesimo) o quando la domanda evaporativa è molto alta e le radici dei vegetali non riescono a “tenere il passo” (alte temperature e assenza di rugiada).img2-acb15ac81bd87fe0717acdd502d9e9a6

Attenzione! Il raffreddamento rallenta anche quando l’umidità è molto alta. In queste condizioni, l’innalzamento delle temperature può superare rapidamente i livelli letali, lessando letteralmente le piante.

Perciò, attraverso la somministrazione di piccole quantità d’acqua che assolutamente non concorrono a formare la scorta idrica del terreno, si possono controllare le temperature (gli eccessi di caldo). Il tanto temuto “effetto lente” dovuto alle gocce d’acqua che si formano sulle lamine è solo una comune convinzione ereditata dall’irrigazione delle piante superiori: la lamina fogliare del prato è troppo piccola rispetto alla foglia di una pianta per manifestare il problema e la gocciolina d’acqua evapora praticamente nell’immediato senza lasciare traccia.

Nuovamente ci vengono in aiuto semplici paragoni con la nostra vita comune. Ma se noi abbiamo tanto caldo, perché una bella doccia fresca in estate ci dà refrigerio, ci ricarica e ci rende di nuovo pronti per ulteriori attività? Semplicemente noi stiamo termoregolando la temperatura corporea del nostro organismo. Rendiamo lo stesso servizio al prato. Oltretutto con gli impianti d’irrigazione automatici non sarà nemmeno un problema di gestione del medesimo (fa tutto da solo!).

Naturalmente la termoregolazione non ha durata illimitata (d’altronde anche noi facciamo la doccia tutti i giorni) e quindi va ripetuta durante il periodo di alte temperature.

Utilizzare nella gestione dei manti erbosi delle sostanze atossiche e benefiche definite tensioattivi (o agenti umettanti), aiuta poi nella gestione dell’acqua in sé, ma anche e soprattutto nell’approfondimento radicale e nei movimenti corretti della soluzione circolante, rendendo ancora più efficace la pratica del syringing. Con il syringing non vengono veicolati elementi nutritivi, non vengono aggiunti fertilizzanti e/o prodotti per la difesa e nemmeno si esegue una biostimolazione. La piccola quantità d’acqua somministrata semplicemente abbassa la temperatura dell’aria.wet-grass-14

Ci preme sottolineare che anche in estati sempre più a carattere tropicale con arrivi inaspettati di “bombe d’acqua”, anche se c’è ancora una presenza superficiale di liquido, è bene comunque sempre effettuare il syringing per evitare che l’acqua stagnante assuma valori di temperatura troppo elevati e crei un danno irreversibile alle piante. Quindi il syringing non abbassa la temperatura dell’acqua presente (che poco per volta defluirà), ma controlla quella delle piante e contrasta gli stress abiotici da caldo.