Bottos 1848

UN PROBLEMA E LA SUA SOLUZIONE: LA PIPI’ DEI CANI

I nostri amici a quattro zampe sono dei veri compagni di giochi e ci allietano le giornate con la loro compagnia ed il loro affetto.

Tuttavia per il tappeto erboso possono creare alcuni problemi, assolutamente naturali, legati alla loro presenza.

Ci troviamo così talvolta di fronte a zone fortemente calpestate, a dei veri e propri sentieri tracciati nel nostro giardino. I cani, d’altronde, sono animali abitudinari e ripetono costantemente dei gesti e delle azioni. E così replicano tante volte lo stesso percorso, calpestando l’erba sempre negli stessi punti e compattando il terreno. L’erba si dirada fino a perdersi per rotture meccaniche e non sopportazione del carico d’uso e poco per volta nei tracciati dei cani si forma addirittura del fango.

Per risolvere questo tipo di problema sarebbe bene riuscire a distribuire il traffico del nostro animale su tutta la superficie a prato, magari “costringendolo” a volte ad utilizzare solo la parte del giardino non rovinata. Repellenti, odori sgradevoli, ecc., sono solo delle forzature che disturbano il cane, ma non risolvono il problema. Quindi la soluzione è semplicemente quella di aiutare il cane ad utilizzare tutto il giardino (magari preservando le zone più delicate) per evitare l’eccessivo calpestio concentrato in piccole zone.

La cura poi delle aree rovinate consiste nel cercare di risolvere la compattazione del terreno con l’introduzione di aria e di sostanza organica (carotature/chiodature e fertilizzazione per il ripristino della biofertilità) e nella trasemina di essenze robuste e capaci di sopportare un forte calpestio come Royal Blend o Royal Park o ancora, per le aree più calde, Royal Sea e/o Royal Bengal.

L’altro atavico problema è costituito dai prodotti di rifiuto dei cani. Si tratta delle feci e delle urine.

La seccatura delle feci è relativa, più di ordine e pulizia che di vero danno per il tappeto erboso. La semplice asportazione dei prodotti di scarto degli animali è la soluzione della problematica.

Ben più grave ed evidente è la questione inerente l’urina dei cani, in particolar modo per gli individui di sesso femminile. Questo perché il maschio che vive libero in giardino marca qua e là il territorio con frequenti schizzi di pipì di piccolo volume. Sufficienti forse a danneggiare alcune foglie tra le più basse di un cespuglio, ma non a penetrare profondamente nel terreno bruciando le radici. La femmina invece, quando scarica, si accuccia e svuota completamente la vescica tutta in quel punto. Appariranno allora le famose macchie rotonde, prima brunastre e poi gialle, in cui il prato seccherà in breve tempo. Si formeranno i bordi esterni molto più scuri con crescita abnorme di quella porzione di manto erboso (elevata concentrazione di Azoto).

Certamente non è possibile e forse non è nemmeno giusto educare un cane a fare la pipì dove non ci dà fastidio. Quindi possiamo semplicemente intervenire dopo che è potenzialmente avvenuto il danno.

L’urina dei cani è un concentrato di urea, sali minerali, acido lattico e altre sostanze che, presenti in eccessiva concentrazione, diventano tossiche per il prato. Il nostro lavoro consiste quindi nel selezionare delle essenze che abbiano pareti cellulari più spesse con cuticole cerose e resistenti che possano formare una barriera più robusta nei confronti dell’ingresso dei concentrati ustionanti dell’urina. E’ il caso Festuche arundinacee come Inferno, Dallas e TPC o ancora come loietti tipo Spyglass o Benchmark.

Dopo occorre lavorare sull’indurimento delle cellule e di conseguenza delle lamine fogliari con interventi liquidi a base di Calcio e di Silicio.

Certamente l’equilibrio nutrizionale delle piante con una fertilizzazione mirata allo sviluppo radicale (Summer K e/o Autumn K) permette una capacità di risposta da parte delle radici con raccolta di nuovo materiale nutritivo e spinta successiva alla formazione di nuove gemme, di nuovi germogli laterali e di superamento degli stress da parte delle foglie più vecchie.

Una volta che comunque abbiamo preso coscienza del danno, meglio se subito dopo la minzione del cane, l’apporto di adeguati quantitativi d’acqua (accendere il settore relativo a quell’area e dilavare l’eccesso di sali per circa 10 minuti nel caso d’irrigatori dinamici; una ventina di litri d’acqua se si opera in maniera localizzata con un semplice innaffiatore) è l’intervento di più rapido successo. I sali verranno resi meno aggressivi e il danno sarà sensibilmente ridotto.

Se la bruciatura è troppo evidente, una piccola arieggiatura dell’area coinvolta (con un semplice rastrello), un apporto di terriccio per tappeti erbosi, una trasemina e una fertilizzazione con la referenza a nome Estate e Inverno della linea Naturalgreen (confezioni da 2 e da 7 kg) con azione di detossificazione, sono le operazioni da compiersi nell’immediato.

Per riportare poi il prato alla sua precedente omogeneità, è bene effettuare una leggera concimazione di copertura di spinta vegetativa con materiali tipo Sprint N 27.0.14 e il gioco è fatto.