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GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 1

18 Lug 2017   //   by Bottos   //   Blog  //  Commenti disabilitati su GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 1

GENERALITA’

Gli insetti parassiti del tappeto erboso appartengono a poche categorie e risultano parecchio temibili soprattutto in certe realtà. Il danno provocato in alcuni casi è molto rilevante ma ciò che nella pratica risulta devastante è anche l’effettivo danno da parte degli uccelli che, cibandosi di insetti, nel cacciare possono letteralmente distruggere ampie aree.

Gli insetti parassiti del t.e. si dividono in:

  • Ditteri tipulidi;
  • Coleotteri scarabeidi e curculionidi;
  • Ortotteri grillotalpidi

Oggi vedremo nel dettaglio gli insetti DITTERI TIPULIDI.

CARATTERISTICHE DEI DITTERI TIPULIDI

Immagine1 Immagine2

 

 

 

 

 

 

Si ha a che fare con la Tipula oleracea e con la Tipula paludosa; la prima compie due generazioni all’anno mentre la seconda solo una ed in entrambi i casi si tratta di ditteri. Tipicamente si vedono volare nella primavera e in autunno. Top soil umidi sono ottimi per l’ovodeposizione. Le larve si presentano apode e aventi una singolare appendice, detto “processo retrattile”, all’estremità dell’addome . Si nutrono di radici e tessuti vicini al colletto.

CICLO BIOLOGICO DEI DITTERI TIPULIDI

Come detto il ciclo biologico differenzia sostanzialmente la Tipula oleracea dalla Tipula paludosa dove la prima ha due generazioni e la seconda solamente una. Il ciclo si svolge quasi interamente entro i primi cm di top soil dove le pupe (larve) si muovono liberamente creando il maggior danno. Solo un occhio esperto potrà riconoscere questa fase ed intervenire. Gli adulti possono comparire in primavera o autunno e da sottolineare come la femmina della T. oleracea possa arrivare ad ovodeporre fino a 700 uova.

DANNI

Il danno risulta non circoscritto in quanto caratteristica dell’ovideposizione da parte delle femmine è la disseminazione per caduta. Il colore della larva non aiuta molto nell’individuazione della stessa e molto spesso ci si accorge della loro presenza solo a danno evidente avvenuto. Va da se come, in corrispondenza di attacchi massicci, erba appaia rada e crivellata di fori. Ambienti dove l’umidità è molto presente e uccelli insettivori possono essere segnali indicatori della probabile presenza di tali larve.

CONTROLLO

Il controllo agronomico verterà su accorgimenti conoscendo le abitudini delle Tipule. Amando i top soil umidi quindi bisognerà interessarsi a rendere tale più drenante, inserendo anche sabbia silicea che, avendo struttura spigolosa, risulterà particolarmente sgradita alle larve.

Ad oggi, sono molto pochi gli insetticidi disponibili, in quanto omologati per tappeti erbosi; tra essi spiccano agenti biologici come i Bacillus spp. e due principi attivi ovvero piretroidi di sintesi come il Teflutrin e la Deltametrina. Si evidenzia che, sino a poco tempo fa, risultava impiegabile anche lo Spinosad, ma attualmente sono state revocate le registrazioni esistenti.

 

Per gli insetti tipulidi è tutto! Ci aggiorniamo con la prossima puntata con le prossime informazioni sugli altri parassiti.

Vi invito ad inviare foto e descrizioni accurate dei possibili danni da insetti via mail a serviziotecnico@bottos1848.com, un esperto del nostro Team vi risponderà al più presto.

Grazie e apresto,

Dr. Marco Assirelli

Le infestanti annuali estive, graminacee, a foglia stretta, presenti nelle macroterme

11 Lug 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Le infestanti annuali estive, graminacee, a foglia stretta, presenti nelle macroterme

Abbiamo già parlato delle fastidiose infestanti del tappeto erboso.

Le infestanti possono essere classificate in base a: ciclo biologico (annuale estive o invernali, biennale, perenne), famiglia o caratteristiche tassonomiche della specie. E’ importante identificare le infestanti, in quanto rispondono diversamente in relazione alla pratica colturale (ad es. falciatura, fertilizzazione) e ai diversi erbicidi utilizzati (es. tipologia, frequenza, numero di applicazioni).

Oggi parliamo delle infestanti annuali estive a foglia stretta, graminacee, presenti nelle macroterme.

Come riconoscerle:

Le annuali estive germinano in primavera, hanno un accrescimento vegetativo in estate, muoiono in autunno dopo la produzione di semi.

Il loro ciclo biologico completo è inferiore ad un anno.

La germinazione dei semi avviene dalla primavera a metà estate. Le radici di queste infestanti sono fibrose, espanse e superficiali.

L’habitat ideale di queste infestanti e come riconoscerle:

 

digitaria2 digitaria

Digitaria sanguinalis (Sanguinella comune, smooth crabgrass, hairy crabgrass)

Spazi verdi ornamentali, campi sportivi, campi da golf, in aree soleggiate

L’infiorescenza consiste in 2-3 spighe. Foglie giallo-verdi, ruvide, germoglio a rosetta

 

 

 

 

Eleusine-indica Eleusine-indica2Eleusine indica (Gramigna indiana, goosegrass)

Spazi verdi ornamentali, campi sportivi, campi da golf, in aree soleggiate ed intensamente trafficate

L’infiorescenza consiste in 2-3 spighe. Foglie verde scuro, guaine fogliari bianche o argentate alla base degli steli

 

 

 

 

Setaria3 Setaria4Setaria Viridis (Pabbio rossastro, foxtail (yellow, green, giant))

Spazi verdi ornamentali, campi sportivi, in aree soleggiate ed in condizioni di taglio alto

Infiorescenza a spiga (come bottlebrush o coda di volpe)

 

 

 

 

Echinochloa crus-galli4 Echinochloa crus-galli2Echinochloa crus-galli (Giavone comune, barnyardgrass )

Spazi verdi ornamentali, campi sportivi, in aree soleggiate ed in condizioni di taglio alto

Infiorescenza ramificata, pannocchia verde

 

 

Per informazioni approfondite sul come poter combattere queste ed altre infestanti del prato vi consigliamo di scrivere una mail all’indirizzo serviziotecnico@bottos1848.com il più possibile accurata, che riporti anche le fotografie dell’area colpita ed una descrizione completa di quanto potete rilevare in base alle vostre conoscenze e necessità.

Il Team Esperti Bottos risponderà appena possibile alla vostra richiesta.

 

I Biostimolanti

7 Giu 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su I Biostimolanti

ATTENZIONE! Aumento temperature in arrivo con l’anticiclone GIUDA: difendiamo il nostro prato dagli INGIALLIMENTI utilizzando i Biostimolanti, una nutrizione alternativa per il tappeto erboso nei mesi estivi.

I Biostimolanti sono promotori della crescita generalmente non-nutritivi che agiscono stimolando l’assorbimento dei nutrienti, chelando i nutrienti, aumentando la capacità di scambio cationico (CSC) del terreno, apportando elementi particolari, o stimolando l’attività ormonale endogena.
Se applicati in piccole quantità, favoriscono la crescita e lo sviluppo della pianta ad un tale livello che la risposta non può essere paragonata all’applicazione di tradizionali nutrienti per le piante.
I Biostimolanti devono essere considerati come prodotti secondari all’interno di un buon programma di gestione del tappeto erboso. E’ di primaria importanza mantenere sempre un livello di fertilità adeguato, a partire dalle analisi del terreno, in modo da soddisfare i requisiti nutrizionali del tappeto erboso. In queste condizioni di fertilità, le applicazioni di Biostimolanti possono migliorare ulteriormente la salute e vigore del nostro prato. Quando le piante non sono sottoposte a stress, gli ormoni naturali sono prodotti in quantità sufficienti per sostenere una crescita sana e vigorosa. Tuttavia, le piante vanno spesso incontro a stress a causa di alte temperature, siccità, terreni poveri, malattie, taglio eccessivamente basso, traffico intenso ed altre condizioni tutt’altro che ottimali – tutte situazioni riconducibili alle nostre estati. In tali condizioni l’applicazione esterna di prodotti Biostimolanti può consentire al tappeto di resistere o di recuperare da stress eccessivo. I Biostimolanti sono formulati comunemente come prodotti liquidi: i trattamenti, pertanto, consistono in semplici applicazioni del prodotto diluito in acqua.
Gli interventi mirati a risolvere problemi, devono prendere in considerazione le cause: se si verifica uno stress naturale che può essere previsto e anticipato, come la siccità estiva o le alte temperature, l’effetto del Biostimolante sarà assicurato con un’applicazione precedente al verificarsi dello stress. L’uso di biostimolanti risulta particolarmente efficace nel caso di una semina, con l’apporto di notevoli vantaggi: i tempi di germinazione possono essere ridotti ed è stato riscontato che l’uso di questi prodotti influenza anche la velocità di insediamento e di copertura. Inoltre, la biomassa radicale è stata spesso correlata con la capacità dei tappeti erbosi di resistere e recuperare da stress ambientali e le applicazioni di Biostimolanti possono contribuire all’incremento di tale biomassa consentendo ad esempio un ancoraggio più rapido delle zolle pronte.

In questo VIDEO  il Dott.Ingegnoli ci parla di ALWAYS, Biostimolante ideale per curare il prato e le piante indebolite dagli stress ambientali estivi.

Protezione naturale del prato

30 Mag 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Protezione naturale del prato

Ci avviciniamo ai primi anticicloni caratterizzati da caldo umido, il che vuol dire malattie fungine in agguato.
Quest’anno, con l’entrata in vigore delle restrizioni sull’utilizzo dei prodotti chimici nelle aree urbane, la prevenzione e lotta alle malattie fungine, tradizionalmente svolta con fitosanitari tradizionali, viene quasi annullata. Una valida alternativa ai fitosanitari chimici é la lotta biologica e agronomica.

La lotta agronomica avviene principalmente attraverso una migliore gestione dei tagli, dell’irrigazione e della concimazione, mentre la lotta biologica prevede l’impiego di formulati 

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naturali ricchi di microrganismi utili in grado di combattere e contrastare lo sviluppo dei funghi patogeni nel terreno.Le principali patologie del tappeto erboso si sviluppano a partire dal terreno e dal feltro, dove si annida la maggior parte della flora batterica e fungina pericolosa per il nostro prato.

Ma come attuare la lotta biologica?
Per nuove semine, vi consigliamo tutte le miscele di sementi NATURALGREEN, perchè sono conciate con prodotti naturali (Micorrize, Trichoderma); altrimenti nella nostra linea Mastergreen trovate Royal Blue Plus, ovvero il miscuglio Royal Blue anch’esso conciato (cioè trattato) con un’impalpabile polvere di microrganismi a base di Trichoderma. Questi funghi antagonisti riescono ad occupare gli spazi nel terreno e nel feltro impedendo ai patogeni di arrivare ad aggredire la vegetazione.

L’effetto della Concia si protrae per circa 30-40 giorni. In seguito, al fine di prolungare l’effetto di protezione biologica, é consigliabile utilizzare delle soluzioni liquide 2-3 volte all’anno. A tal proposito, Bottos propone, con il brand NATURALGREEN, tre prodotti liquidi di nuova concezione utilizzabili in maniera combinata, tutti già presenti sul mercato in comodi flaconcini da 250 ml:

  • PROTEGGE: Prodotto naturale a base di microrganismi utili che lavorano su radici e pianta creando un  vero e proprio sistema di difesa del tappeto erboso contro l’insorgenza delle comuni malattie del prato.
  • DIFENDE: Utile nella lotta agli insetti. Entrambi i prodotti sono utilizzabili sia sul tappeto erboso che sull’orto, su siepi, arbusti ed alberi da frutta.
  • SOCCORRE: Aiuta la pianta nei periodi di stress e diventa alimento per i ceppi batterici contenuti nel DIFENDE e nel PROTEGGE amplificandone l’efficacia. Ecco il VIDEO che spiega nel dettaglio le caratteristiche dei tre prodotti.

Rhizoctonia Solani: come combatterlo.

8 Mag 2017   //   by Bottos   //   Blog  //  Commenti disabilitati su Rhizoctonia Solani: come combatterlo.

Con l’alternanza di caldo e piogge di questi periodi siamo in presenza delle condizioni ideali per lo sviluppo delle malattie del tappeto erboso più ostiche, una di queste è causato dall’agente fungino Rhizoctonia Solani.

 

rhizoctoniarizochtonia2rizochtonia3COME SI PRESENTA

Questo fungo sverna sotto forma di sclerozio e con l’alzarsi delle temperature, già dalla primavera inizia ad aumentare la sua minaccia al tappeto erboso. L’aumento combinato delle temperature sia
massime che minime (minime superiori ai 20°C)  possono favorire l’insorgere della malattia, con la formazione di cerchi di 20 -30 cm di diametro, interessando dapprima il colletto per poi salire ad aggredire le foglie. Questi cerchi sono marroni e tendono a formare una specie di alone perimetrale detto “Smoke Rings” con aspetto marcescente. Se si osservano gli apparati radicali, essi si presentano fortemente imbruniti. Risulta difficile notare questa sintomatologia quando il tappeto erboso è tagliato alto e di conseguenza la forma circolare appare meno evidente. L’innalzarsi delle temperature notturne, insieme ad eccessi idrici, terreni con scarso drenaggio e non ultimo eccessivi apporti azotati, sono tra gli elementi scatenanti.

Infatti nel periodo pre-estivo è sempre consigliabile ridurre gli apporti azotati per evitare maggiore suscettibilità alle malattie estive, che tra l’altro sono le più virulente. Essendo di natura litica, inoltre, non c’è possibilità di ripresa degli organi seriamente infettati.

 

VARIETA’ COLPITE

Le varietà più sensibili sono in particolare la Festuca Arundinacea, nonostante la presenza sul mercato di varietà migliorate che offrono maggiore tolleranza e di conseguenza riducono i danni o limitano in tempi brevi la diffusione della malattie, sviluppando dei sistemi di autodifesa. Poi si ricorda che sono pure sensibile la Zoysia Japonica, Poa Pratensis (in modo minore) e Lolium Perenne.

CONSIGLI UTILI

Tutte le operazioni che riducono la temperatura del sistema pianta/terreno sono ottimali per prevenire efficacemente la malattia, così come una bilanciata nutrizione azoto-potassica e non per ultimo
un aumento dei drenaggi verticali per evitare eccessiva ritenzione idrica grazie ad apporti di sabbie silice in bucatura/carotatura. Si ricorda inoltre di ridurre lo strato di feltro durante l’anno e tenerlo non oltre i 4 mm. In caso di attacchi di Rhizoctonia Solani, alzare il taglio di un centimetro di quello abituale per lasciare “respirare” la pianta e aiutarla a contrastare l’infezione.

Tappeti erbosi all’ombra: alcuni consigli.

18 Apr 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Tappeti erbosi all’ombra: alcuni consigli.

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Si stima che circa il 25% dei tappeti erbosi esistenti sono impiantati in zone ombreggiate sia da alberature che da edifici o più in generale costruzioni.

L’ombra influisce sulla qualità e intensità della luminosità oltre che modificare il microclima (temperatura, umidità e circolazione d’aria) . In caso di ombreggiamento da alberature si somma anche il fattore competizione tra le specie per Luce, Acqua e elementi nutritivi e per dirla tutta si possono instaurare sostanze inibitrice che riducono lo sviluppo del tappeto erboso chiamato antagonismo radicale (Allelopatia).

Sotto le alberature, il tappeto erboso riceve la luce sempre riflessa e mai diretta, questo “filtro” comporta un modificazione della spettrofotometria della luce con una riduzione della luce utile per fare fotosintesi (Luce rossa) aumentando invece la parte di luce utile per l’adattamento morfologico (Luce blu).

Questo vuol dire che il prato tende ad allungarsi , diradandosi alla base, per “muoversi” in alto alla ricerca della luce utile (Filatura), modificando il suo aspetto estetico e l’uniformità della cotica. Il tappeto tende ad assorbire più acqua ed elementi nutritivi che l’aiutano in questo (azoto) diminuendo di consistenza nella struttura e attenuando l’intensità della colorazione verde.

In realtà, la tipologie di alberature influiscono in modo differente sulla produzione di ombra a terra , per esempio le Querce e gli Aceri, che hanno foglie larghe, intercettano molta luce lasciandone poca al tappeto erboso, mentre alcune conifere che hanno una chioma densa ma ristretta lasciano passare più luce diretta, altre essenze ancora, riducono solo il 50% della luce creando condizioni di mezz’ombra (Pino, Pioppo, Frassino e Betulla).

Un tappeto erboso per crescere sano ha bisogno almeno 4-5 ore di piena luce che permette di compensare le anomalie di crescita che induce la luce riflessa.

L’ombra in definitiva indebolisce il tappeto erboso riducendo il suo potenziale di crescita.

 

I migliori consigli per mantenere in buone condizioni un tappeto erboso all’ombra:ombra_quadrata2

  • Attenta gestione dell’irrigazione che per ridurre la competizione con le alberature va aumentata anche del 50% nel periodo estivo.
  • Mantenere l’altezza di taglio non inferiore ai 50 mm, per evitare la “filatura” e la drastica riduzione dell’apparto radicale.
  • Evitare concimazioni con fertilizzanti prevalentemente azotati , ma sempre bilanciati come il 18 0 18 Mastergreen o con prevalenza di Potassio 12-0-18 Slow K.
  • Impiegare biostimolanti per favorire l’apparato radicale (New Radical) oltre che la stimolazione dei germogli laterali (Pre-Stress) ogni 2-3 mesi.

Alleggerire la chioma delle alberature ove fosse possibile per aumentare la luminosità diretta e soprattutto  la circolazione d’aria per diminuire l’incidenza delle malattie.

Dr. Fabrizio Ingegnoli

Fertilizzanti: CRF e SRF, cosa sono questi misteriosi acronimi?

7 Mar 2017   //   by Bottos   //   Blog  //  Commenti disabilitati su Fertilizzanti: CRF e SRF, cosa sono questi misteriosi acronimi?

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CRF significa “Controlled Release Fertilizer” mentre SRF vuol dire “Slow Release Fertilizer”.

 

Questi due acronimi vanno a determinare la natura e il tipo di controllo della cessione della forma azotata contenuta nel concime. Inutile ricordare quanto è importante l’Azoto per la nutrizione vegetale e non fa eccezione neanche per le specie da tappeto erboso. Questa sostanza assume particolare importanza nella stessa strategia nutrizionale.

Ma andiamo con ordine: come si costruisce un azoto CRF? Non si fa altro che avvolgere una pallina di urea con un polimero che funge da barriera FISICA.

 

La barriera fisica non si degrada nei tempi utili della nutrizione richiesta, nonostante sia biodegradabile nei 24 mesi, ma nell’arco dei 60-90 gg la sua degradazione è trascurabile. La sensibilità è unicamente legata alla temperatura, più si alza, più si dilata il polimero assottigliandosi e lasciando fuoriuscire più urea rispetto alle basse temperature.

 

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Fantastico il controllo perchè quando le temperature sono inferiori ai 10°C non serve rilasciare azoto ureico, non viene trasformato in nitrato, dunque rimane sedimentato come un sasso. La cessione controllata permette di controllare meglio i flussi azotati nel terreno e di conseguenza quelli assorbiti dalla pianta unicamente con la temperatura da 10°C fino a 28°C. quello che serve per una gestione ottimale del prato, cioè senza bruciature, crescite d’urto e suscettibilità alle malattie fogliari e radicali.  L’urea avvolta da polimero riesce a prolungare l’effetto dell’urea fino a 90 gg anzichè 2-3 settimane dell’urea pura senza avvolgimento. Maggior costo unitario all’acquisto , ma durata 6 volte superiore di un concime non controllato, ma non solo meno problemi di gestione malattie, irrigazione e taglio.

La sigla SRF, invece vuol significare lenta cessione, cioè tutti quegli espedienti di natura chimica studiati per legare l’urea con altre sostanze in modo che viene rallentata la degradazione dell’urea stessa. Meno preciso e affidabile dei CRF ma più a portata di portafoglio. I SRF sono sensibili non solo alla temperatura ma anche alla carica microbica, pH, umidità, contenuto di sostanza organica, ecc. ecc. Come vedete è difficile con un SRF gestire un tappeto erboso in modo accurato, ma in ogni caso è sempre meglio ricorrere a questi tipi di fertilizzanti anzichè ai convenzionali senza azoto protetto.

Perciò salvate l’ambiente: fatelo protetto!!!

Vi invitiamo a dare un’occhiata alle caratterstiche tecniche dei nostri fertilizzanti a base di azoto protetto ai seguenti link:

CONCIME STIMOLANTE PER SEMINE E TRASEMINE – NATURALGREEN

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Winter Overseeding

30 Nov 2016   //   by wavebass   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Winter Overseeding

schermata-2016-11-30-alle-14-48-15Le giornate si accorciano e le temperature iniziano a scendere. L’aria atmosferica, fino ad ora ha registrato temperature variabili tra i 12°C e i 16°C, non male per essere a fine novembre.

Il terreno non si raffredda troppo velocemente, questo aiuta a mantenere la colorazione e la crescita del prato più che soddisfacente. Con l’abbassamento delle temperature delle prossime settimane, diventa improbabile pianificare interventi di rigenerazione tardiva su tappeti erbosi di ogni genere.

Questa situazione può capire nelle aree erbose a Macroterme (Cynodon ibrido perlopiù) che con l’inizio della dormienza del prato e l’ingiallimento fogliare si voglia intervenire per ripristinare un “habitus” invernale.

Le trasemine in queste situazioni devono utilizzare essenze di microterme a rapido accrescimento e sviluppo in cotica di Macroterma in fase di dormienza per offrire estetica e prestazioni per l’inverno e la primavera successiva.

Con il terreno sempre più freddo sotto i 10°C, i tempi di germinazione dei Loietti rallenta ad oltre i 15 giorni perciò, i ritardari dell’overseeding hanno l’esigenza di altro.

Ecco la soluzione Bottos: Winter Overseeding.

Si tratta di una miscela tra Lolium perenne tetraploide e Lolium multiflorum 50% in grado di germinare in ambito invernale anche a temperature prossime allo 0°C del terreno. Con 5°C di temperature del terreno riescono a fuoriuscire nello spazio di 8-10 giorni rappresentando l’alleato migliore per rimediare i problemi di transizione tardivi.

Inoltre Winter Overseeding è adatto anche per trasemine tardive su microterme, infatti la selezione di questi Loietti, nonostante si pensi siano di provenienza foraggera, mostrano colorazione medio scura, tessitura fine e tolleranza a salinità e taglio basso, anche per esigenze sportive di alto livello come stadio e superfici sportivi di massima serie.

Winter Overseeding va impiegato con grammatura superiore ai 40 gr/mq causa la dimensione maggiore dei semi delle due tipologie di Lolium rispetto i Loietti perenni diploidi tradizionali.

Una volta germinato Winter Overseeding aspettate di eseguire il primo taglio quando l’erba raggiunge i 8-10 cm in modo che l’apparato radicale si insedi più possibile e poi fate la prima concimazione subito dopo.

Per qualsiari richiesta di informazioni scrivere una email a info@bottos1848.com

L’estate non sta finendo …..

27 Ott 2016   //   by Bottos   //   Blog  //  Commenti disabilitati su L’estate non sta finendo …..

“L’estate non sta finendo …..”, siamo a fine ottobre e le temperature sfiorano i 30° gradi al sud e superano i 20° al nord. Eppure è già autunno da più di un mese!!!

Finalmente gli apparati radicali si distendono nel terreno e la parte aerea riceve luce in abbondanza e grazie alle temperature ottimali, il prato acquista splendore.

Sunset at the Golf Course - The sunset casts a brilliant glow on the red and gold foliage of the trees at a Kentucky USA golf course in Autumn.

In ogni caso dobbiamo prepararci all’inverno. Per evitare danni da freddo, malattie stagionali come la muffa rosa delle nevi e fastidiosi ingiallimenti della festuca arundinacea, dobbiamo approfittare di questo stato di grazia per iniziare a “indurire” la vegetazione.

Ritorna il momento del Potassio e delle Alghe.

Il potassio è sempre importante come elemento fortificante, rinforzando il colletto e facilitando lo sviluppo delle parti vegetative perennanti del prato (radici avventizie e rizomi per la Poa Pratensis), inoltre aumentando la concentrazione dei soluti nei tessuti fogliari, contribuisce in modo significativo sulla durata della colorazione verde, ritardando l’effetto del freddo. Mica male.

Gli estratti di alghe influenzano il metabolismo del prato in tanti modi, alcuni di questi sono impercettibili in prima battuta, ma nel lungo periodo si sentono eccome, come:

  • aumento della profondità radicale,
  • migliore tolleranza agli attacchi fungini,
  • migliore tolleranza agli stress in caso di climi e condizioni estreme.Le alghe sono sempre più indispensabili, come veri e propri Biostimolanti, nella gestione ordinaria del Prato.

E’ arrivato il momento dunque di combinare i due prodotti della gamma Bottos che contengono Potassio e Alga.

Autumn K 21-0-25  da usare a 30 gr/mq su prati di festuca arundinacea e poa e Loietto, poi a distanza di qualche giorno distribuite PRESTRESS in dose di 100 ml in 10 litri di acqua, per trattare 100 mq. Mi raccomando non superate la dose, perchè l’effetto biostimolante viene meno. Ripetere il trattamento con Prestress ogni 15 giorni e fin quando potete.

Buon lavoro!

Dott. agronomo F.Ingegnoli

Saremo presenti a EIMA 2016 !

26 Ott 2016   //   by Bottos   //   Blog  //  Commenti disabilitati su Saremo presenti a EIMA 2016 !

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