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Festuca arundinacea: la giusta soluzione per una bassa manutenzione del prato

13 Set 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Festuca arundinacea: la giusta soluzione per una bassa manutenzione del prato

sedeAl giorno d’oggi le necessità di tappeto erboso sia sotto il punto di vista estetico-ornamentale che tecnico – prestazionale non può prescindere dall’aspetto manutentivo. La manutenzione ha un costo importante ogni settimana e per raggiungere un livello massimo o estetico o prestazionale o tutte e due insieme siamo costretti a pianificare piani biotecnici intensivi molto costosi.

Questo è il motivo per cui la domanda di tappeti erbosi a base di Festuca Arundinacea sono cresciuti a tal punto da rappresentare oltre l’80% del mercato. La cosiddetta “Tall fescue” negli ultimi anni è stata molto migliorata per soddisfare i Tappeti erbosi “a basse pretese”, cioè che crescono poco, si ammalano poco e soprattutto richiedono minori volumi di adacquamento.

Bottos vi propone diversi prodotti a base di Festuca Arundinacea, eccone una carrellata (cliccando sul nome del prodotto accederete direttamente alla relativa scheda tecnica):

  • NaturalGreen Per Zone Soleggiate è un Miscuglio innovativo di cultivar striscianti di Festuca arundinacea rizomatose, “FLAME”, “RHIZING STAR”e Poa pratense tutte conciate con micorgnaismi utili. Ideale per aree esposte a sud o leggermente ombreggiate. Tessitura fine e di colorazione scura. Tappeto erboso costituito da cultivar di origine americana.
  • Royal Blue Plus  Mix di Festuca arundinacea e Poa pratensis trattato con concia. La concia è composta da un mix di microrganismi utili a base di Micorrize, Trichoderma e batteri in grado di offrire inequivocabili vantaggi nella tolleranza alle malattie fungine in fase di germinazione e maggiore sviluppo dell’apparato radicale nelle prime fasi crescita.
  • Royal Blue è un altro miscuglio evoluto, basato su festuca arundinacea nord-americana di colorazione molto scura e resistente. Una festuca che si adatta senza problemi sia ai climi torridi del sud italia che quelli più miti del nord.
  • Royal Sea Miscela di varietà da tappeto erboso studiato per impieghi in aree costiere mediterranee contraddistinte da forte siccità ed elevata salinità, a base di Lolium perenne, Festuca arundinacea e Bermudagrass SR9554, di provenienza americana e di colorazione verde scuro. Estremamente competitivo e funzionale nel soddisfare le esigenze di aree pubbliche.
  • Royal Park Miscela di varietà da tappeto erboso studiato appositamente per inerbimenti di aree estensive anche in aree mediterranee, dove si richiede un rapido inerbimento per scopi tecnici e funzionali, a base di Lolium perenne e Festuca arundinacea, di provenienza americana e di colorazione verde scuro.
  • Maciste è ideale per un tappeto erboso ornamentale di alta qualità estetica, di particolare resistenza al calpestio ed alla siccità, particolarmente adatto per le aree mediterranee della nostra penisola. Il miscuglio Maciste è prevalentemente indicato per costruire tappeti erbosi di pregio in situazioni di scarsa disponibilità idrica.
  • Forteprato Miscela di sementi da prati ornamentali per facili insediamenti, colorazione chiara e tessitura medio grossa ma molto resistente a malattie e alla siccità estiva, di conseguenza a bassa gestione. La presenza di Festuca arundinacea facilita il raggiungimento in breve tempo di un prato duraturo anche in situazioni di scarsa irrigazione e di elevato sfruttamento. È un miscuglio ideale per tutti coloro che non possono dedicare tempo alla cura del prato.evooluzione

Rigenerazione di fine estate dei tappeti erbosi

4 Set 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Rigenerazione di fine estate dei tappeti erbosi

Prato verde nel giardinoPrepariamoci per le rigenerazioni dei prati erbosi di settembre, nonostante la stagione climaticamente favorevole alla conservazione del tappeto erboso del periodo estivo, potrebbe essere necessario fare qualche intervento per cercare di migliorare ancora qualcosa.

In caso di tappeti erbosi privati o di giardini con tappeti erbosi in Festuca arundinacea e Poa pratensis di dimensione inferiore ai 300 mq, potrebbe essere utile verso fine agosto e per tutto il mese di settembre, programmare una carotatura con asporto del materiale di risulta, grazie alle macchine Redexim Easy Core 104 per una profondità di almeno 5 cm in modo da migliorare lo strato di radicazione aggiungendo sabbie miste a sostanze organiche ben compostate in rapporto in volume 8:2 preferibilmente per uno spessore almeno di 4 mm, cioè 4 litri/mq.

La distribuzione del mix Sabbia e sostanze organiche compostate può essere fatta con apposito spandisabbia semovente di piccole dimensioni, in grado di lavorare con agilità in piccole superfici, infine in copertura, cioè alla fine delle operazioni, distribuire un attivatore liquido radicale per facilitare l’approfondimento e l’intreccio radicale del tappeto erboso prima dei freddi invernali con distribuzione di circa 1 litro per 300 mq di NEW RADICAL e poi si termina con distribuzione di fertilizzante granulare Polygreen 18-8-12 Bottos, con azoto a cessione programmata al 40% , in dosaggio di 30 gr/mq.

Nel caso sia necessario effettuare dei rinfoltimenti della vegetazione dobbiamo valutare quale miglior miscuglio impiegare per rigenerazione tappeti erbosi a base di Festuca arundinacea di tonalità scura. La Festuca arundinacea non ha le stesse caratteristiche di aggressività tipiche del Loietto in caso di semina su terreno sodo, dunque dobbiamo valutare un miscuglio di sementi di Lolium perenne e Festuca arundinacea, tipo miscela per prato Royal Park.

Vero che la presenza del Loietto perenne sporca la composizione floristica del nostro tappeto, ma nel contempo permette una rapida chiusura del manto erboso non prestando il fianco alle infestanti autunno – primaverili prossime alla germinazione con l”imminente cambio di stagione. La trasemina – rigenerazione deve sempre eseguita dopo un taglio basso, un leggero verticut incrociato e l’impiego di una traseminatrice semovente a rullo riccio come la Speedseed WB della ditta REDEXIM, in grado di creare tanti fori nel terreno sodo, formando dei veri e propri punti di ancoraggio del seme per facilitare la germinazione.

In caso di giardini caratterizzati da tappeto erboso privo di Festuca arundinacea, cioè con solo Loietti, poa e festuche fini , il miglior miscuglio va scelto in considerazione della tonalità del prato esistente. In caso di tappeto scuro è meglio usare il mix di Loietti Royal Blend, in caso di tappeti erbosi meno scuri utilizzate Venere che presenta un 15% di Poa pratensis o il Rinnovaprato, blend di loietti meno scuri . I dosaggi variano tra i 30 ai 40 gr/mq in considerazione del degrado del manto erboso.

COMEt

Estate, alghe e mucillagini in agguato

22 Ago 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Estate, alghe e mucillagini in agguato

Nelle giornate calde estive è possibile notare nel prato, di solito sulla superficie del terreno, la presenza di uno strato molliccio e mucillaginoso, dapprima verdognolo, che si trasforma dopo qualche giorno in una pellicola continua nera, emanando un inconfondibile odore di alga marina.

Cosa sono
Questa mucillagine in realtà è un’avversità del tappeto erboso, non legata a patogeni specifici, ma più che altro alla manutenzione del prato. Le Mucillagini non sono legate tanto alla natura del terreno (sabbioso, organico, franco, argilloso) ma alla sua gestione. Questo fenomeno infatti è legato perlopiù alla presenza di ristagni superficiali duraturi causati da compattamento superficiale del terreno in seguito a calpestamento e ad uso intenso, accompagnato da tagli bassi, al di sotto del limite consentito fisiologicamente dalla specie erbosa.

algheIn questa lamina sottile di acqua si instaurano delle vere e proprie associazioni algali, in prevalenza azzurre e unicellulari.
Queste, proliferando, creano in breve tempo delle colonie che si addensano inizialmente in mucillagini e con il perdurare dell’insolazione e della conseguente evaporazione, s’incrostano formando un film organico impenetrabile sia all’acqua che all’aria.

Che fare
Per ovviare a questo inconveniente è dapprima necessario riportare l’altezza di taglio a non meno di 45 mm se si tratta di miscuglio con festuca arundinacea o 50 mm in caso di miscugli fini (Loietti, Poa e Festuche Fini). Questo riduce l’insolazione sulla superficie limitando di molto lo sviluppo algale. Procedere poi con le operazioni di decompattamento superficiale quali bucature e carotature con leggere sabbiature per rimuovere la causa del fenomeno. Ricordiamo che queste condizioni sono l’anticamera per la comparsa del muschio nei periodi più freschi e umidi.

Riassumendo, per la lotta alle alghe e alle mucillagini, consigliamo di aumentare il drenaggio, alzare il taglio e controllare il pH.

La concimazione di fine estate

17 Ago 2017   //   by Fabrizio Ingegnoli   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su La concimazione di fine estate

Prato soleggiatoAppena le temperature si abbassano un pochino e finisce la calura degli anticicloni africani è necessario programmare la cosiddetta concimazione di fine estate al tappeto erboso. L’aria più fresca favorisce la ripresa vegetativa dell’erba con la formazione in quantità di nuovi germogli e approfondimento degli apparati radicali, molto provati dai caldi estivi.

In questa fase una concimazione mirata con Super Turf Bottos 24-6-9, il tappeto erboso in pochi giorni tornerà presto in forma migliorando densità, uniformità e colorazione. Dopo ferragosto distribuite 30 gr/mq di Super Turf Bottos 24-6-9 che grazie all’azoto avvolto da Polyon nutre il prato in modo ottimale per oltre 60 gg senza provocare malattie o altri fastidiosi effetti collaterali. Ricordatevi di applicare qualsiasi fertilizzante sempre quando il tappeto erboso ha foglia asciutta e appena dopo un taglio.

Sarebbe opportuno integrare la concimazione di Super Turf 24-6-9 con VIGOR LIQUID Bottos da distribuire dopo qualche giorno in modo da imprimere un ulteriore spinta biostimolante e miglioratrice delle condizioni biologiche anche del terreno di crescita del prato. Vigorliquid a base di Acidi Umici favorisce l’assorbimento degli elementi nutritivi da parte del tappeto erboso e inoltre facilita la penetrazione dell’acqua nel terreno verso le radici, ottenendo un effetto sinergizzante alla concimazione appena distribuita qualche giorno prima. L’azione di Superturf + Vigorliquid migliora il tappeto erboso in breve tempo.

Distribuite Vigor Liquid Bottos in dose di 1 kg per 100 mq diluito in 20 litri di acqua e poi fate seguire un ciclo di irrigazione.

Nel caso abbiate macchie residue di attacchi fungini sul prato che stentano a scomparire e avete la necessità di nasconderle potete impiegare VERDIGO Bottos colorante naturale atossico per tappeti erbosi, da applicare alle macchie indesiderate in soluzione acquosa al dosaggio 500 ml in 10 litri di acqua per 250 mq.

GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 4

9 Ago 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 4

Eccoci alla Quarta Puntata di questa Guida ai principali Parassiti del tappeto erboso a cura del Dott. Marco Assirelli.

Nelle prime tre puntate abbiamo visto i Ditteri Tipulidi, i Coleotteri Scarabeidi ed i Coleotteri Curculionidi.

Oggi vediamo il famigerato Grillo Talpa, di cui spesso ci vengono richieste informazioni.

GRTALP2

CARATTERISTICHE DELLA GRILLO TALPA

Sono di notevoli dimensioni (fino a 6 cm di lunghezza), caratterizzati da antenne relativamente corte e da zampe fossorie (adatte a scavare) e si muovono nel top soil orizzontalmente. La specie più importante è la Gryllotalpa grillotalpa in cui gli adulti hanno colore bruno, protorace ben sviluppato e grandi zampe fossorie. Adorano top soil umidi e ricchi di s. organica. Scavano gallerie di dimora e di ovideposizione (generalmente innocue per profondità) e gallerie di alimentazione.

CICLO BIOLOGICO DEL GRILLO TALPA

Le uova sono deposte in primavera, fino a giugno. Lo sviluppo embrionale dura circa venti giorni ed in autunno, raggiunta la terza età, sverna. Solo nell’estate successiva si avranno gli adulti che raggiungeranno la maturità sessuale solo nel terzo anno di vita: si tratta di insetti che hanno una generazione ogni due anni. Le grillotalpe sono insetti onnivori e si cibano anche dei giovani della loro specie ma preferiscono i tessuti ipogei e i colletti delle piante, graminacee del tappeto erboso.

DANNI

GRTALP3

Più che un danno diretto, cioè per attività trofica, le grillotalpe causano veri e propri distaccamenti del cotico erboso a causa dello scavo di gallerie di alimentazione, veri e propri piccoli tunnel scavati a pelo di terra: il risultato è una specie di aratura del tappeto erboso, spesso devastante poiché legata al numero di individui attivi per metro quadrato essendo una specie molto prolifica che si traduce in circa 200 – 300 uova/femmina e anche più.

 

CONTROLLO

In caso di piccoli attacchi il controllo è molto semplice quanto efficace. Si tratta di miscelare del sapone biodegradabile con dell’acqua versandola nella galleria di alimentazione. Dopo pochi minuti vedrete la grillotalpa uscire. In attacchi più estesi, quando questo metodo risulta dispersivo si può intervenire con i batteri, particolarmente efficaci, Bacillus gryllotalpae e Bacillus thuringiensis. Nel campo dei funghi il genere Trichoderma, con le specie Harzianum e Viride. Nematodi con Steinernema carpocapasae. In caso di interventi chimici potrete intervenire col principio attivo deltametrina.

Ci aggiorniamo con la prossima puntata con le informazioni sugli altri parassiti.

Vi invito ad inviare foto e descrizioni accurate dei possibili danni da insetti via mail a serviziotecnico@bottos1848.com, un esperto del nostro Team vi risponderà al più presto.

Grazie e apresto,

Dr. Marco Assirelli

GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 3

3 Ago 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 3

Siamo oggi giunti alla Terza Puntata di questa Guida ai principali Parassiti del tappeto erboso a cura del Dott. Marco Assirelli.

Nelle prime due puntate abbiamo visto i Ditteri Tipulidi ed i Coleotteri Scarabeidi.

Oggi vediamo i Coleotteri Curculionidi.

CARATTERISTICHE DEI COLEOTTERI CURCULIONIDI

Insieme agli scarabeidi sono i coleotteri più pericolosi per il t.e. i curculionidi producono un danno quantitativamente maggiore interessando superfici più ampie e distribuite. Sono insetti facilmente riconoscibili perché in fase adulta frequentemente hanno un appendice prontale (rostro) e antenne genicolate (forma di ginocchio). Larve biancastre, apode, grandi come grossi chicchi di riso o più, con il capo di color arancio/marrone.

SPHENO

 

 

 

 

 

Foto: Sphenophorus striatopunctatus

CICLO BIOLOGICO DEI COLEOTTERI CURCULIONIDI

LARVAHanno solo una generazione all’anno, l’adulto svernante diventa attivo in primavera, si accoppiano e le femmine depongono qualche decina di uova a livello delle guaine fogliari. Le larve fuoriuscite si trasferiscono nel top soil dove iniziano subito la loro attività trofica a spese degli apparati radicali dell’erba. Lo sviluppo avviene in circa 100 giorni, dopodichè si ha la fase di pupa e i nuovi adulti a partire da agosto.

 

DANNI

LARVE

Il danno è tipico dello stadio larvale dell’insetto, cioè relativo allo scollamento del cotico erboso. Le piccole larve, spesso numerose (qualche decine per metro quadro), si nutrono voracemente delle radici dell’erba. Il sintomo iniziale riguarda un ingiallimento progressivo legato al deperimento altrettanto progressivo del sistema radicale nonché e conseguentemente alla riduzione drastica dell’assorbimento di quest’ultimo. Nella fase finale si assiste al disseccamento dell’erba e allo scotico completo.

 

CONTROLLO

Il coleottero è selettivo ossia preferisce insediarsi in t.e. di P. pratensis, L. perenne e F. arundinacee mentre risultano praticamente indenni impianti di Agrostis, Cynodon e Festuche fini.

Gli adulti si possono controllare limitandoli tramite insetticida con principio attivo Teflutrin. Allo stadio larvale, esistono prodotti chimici ma sempre problema di feltro e profondità azione. Si consigliano quindi nematodi entomoparassiti.

Ci aggiorniamo con la prossima puntata con le informazioni sugli altri parassiti.

Vi invito ad inviare foto e descrizioni accurate dei possibili danni da insetti via mail a serviziotecnico@bottos1848.com, un esperto del nostro Team vi risponderà al più presto.

Grazie e apresto,

Dr. Marco Assirelli

GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 2

25 Lug 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 2

La scorsa settimana abbiamo introdotto questo argomento molto articolato con la PUNTATA 1 che trovate a questo link. Oggi vedremo i COLEOTTERI SCARABEIDI.

CARATTERISTICHE DEI COLEOTTERI SCARABEIDI.

coleottero1

 

 

 

 

 

 

 

 

Si cita in particolar modo l’Amphimallon solstitiale, un coleottero che in forma adulta presenta dimensioni attorno ai 15 – 17 mm di lunghezza, simile al maggiolino. La larva, tipica di tutti gli scarabeidi (melolontoide), ha il corpo biancastro ripiegato a C e presenta le zampe a livello toracico (oligopode), mentre l’addome risulta molto sviluppato e caratterizzato dalla presenza di peli, caratteristica determinante per il riconoscimento della specie.

 

CICLO BIOLOGICO DEI COLEOTTERI SCARABEIDI.

Il danno risulta generalmente circoscritto dal momento che le femmine hanno l’abitudine di ovideporre in forma concentrata. Le dimensioni della larva matura e soprattutto la sua voracità implicano una certa attenzione, soprattutto in impianti di pregio. Per quanto possa essere limitato e circoscritto, il degrado riguarda tipicamente lo scorticamento dell’erba, letteralmente azzerata a livello dell’apparato radicale. Il tappeto erboso di conseguenza si presenta sollevato, disidratato e secco.

larva di coleottero coleottero2DANNI DOVUTI AI COLEOTTERI SCARABEIDI.

Il danno risulta generalmente circoscritto dal momento che le femmine hanno l’abitudine di ovideporre in forma concentrata. Le dimensioni della larva matura e soprattutto la sua voracità implicano una certa attenzione, soprattutto in impianti di pregio. Per quanto possa essere limitato e circoscritto, il degrado riguarda tipicamente lo scorticamento dell’erba, letteralmente azzerata a livello dell’apparato radicale. Il tappeto erboso di conseguenza si presenta sollevato, disidratato e secco.

 

CONTROLLO

Il controllo risulta difficoltoso in quanto la necessità di raggiungere la larva nel top soil è basilare, con l’aggravante imprescindibile di dover superare quello che rimane un vero e proprio strato di protezione, ovvero il feltro. A ragione di questi fattori gli insetticidi di per se risultano poco efficaci se non tramite previa arieggiatura sottosuperficiale e l’aiuto di surfattanti che aiutino i prodotti ad andare in profondità. Da preferirsi sono i nematodi endoparassiti tipo lo Steinernema carpocapse o l’Hetero rhabditis bacteriophora, in grado di captare e parassitizzare la larva dello scarabeide tramite introduzione in veicolo acquoso.

Ci aggiorniamo con la prossima puntata con le informazioni sugli altri parassiti.

Vi invito ad inviare foto e descrizioni accurate dei possibili danni da insetti via mail a serviziotecnico@bottos1848.com, un esperto del nostro Team vi risponderà al più presto.

Grazie e apresto,

Dr. Marco Assirelli

Le infestanti annuali estive, graminacee, a foglia stretta, presenti nelle macroterme

11 Lug 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Le infestanti annuali estive, graminacee, a foglia stretta, presenti nelle macroterme

Abbiamo già parlato delle fastidiose infestanti del tappeto erboso.

Le infestanti possono essere classificate in base a: ciclo biologico (annuale estive o invernali, biennale, perenne), famiglia o caratteristiche tassonomiche della specie. E’ importante identificare le infestanti, in quanto rispondono diversamente in relazione alla pratica colturale (ad es. falciatura, fertilizzazione) e ai diversi erbicidi utilizzati (es. tipologia, frequenza, numero di applicazioni).

Oggi parliamo delle infestanti annuali estive a foglia stretta, graminacee, presenti nelle macroterme.

Come riconoscerle:

Le annuali estive germinano in primavera, hanno un accrescimento vegetativo in estate, muoiono in autunno dopo la produzione di semi.

Il loro ciclo biologico completo è inferiore ad un anno.

La germinazione dei semi avviene dalla primavera a metà estate. Le radici di queste infestanti sono fibrose, espanse e superficiali.

L’habitat ideale di queste infestanti e come riconoscerle:

 

digitaria2 digitaria

Digitaria sanguinalis (Sanguinella comune, smooth crabgrass, hairy crabgrass)

Spazi verdi ornamentali, campi sportivi, campi da golf, in aree soleggiate

L’infiorescenza consiste in 2-3 spighe. Foglie giallo-verdi, ruvide, germoglio a rosetta

 

 

 

 

Eleusine-indica Eleusine-indica2Eleusine indica (Gramigna indiana, goosegrass)

Spazi verdi ornamentali, campi sportivi, campi da golf, in aree soleggiate ed intensamente trafficate

L’infiorescenza consiste in 2-3 spighe. Foglie verde scuro, guaine fogliari bianche o argentate alla base degli steli

 

 

 

 

Setaria3 Setaria4Setaria Viridis (Pabbio rossastro, foxtail (yellow, green, giant))

Spazi verdi ornamentali, campi sportivi, in aree soleggiate ed in condizioni di taglio alto

Infiorescenza a spiga (come bottlebrush o coda di volpe)

 

 

 

 

Echinochloa crus-galli4 Echinochloa crus-galli2Echinochloa crus-galli (Giavone comune, barnyardgrass )

Spazi verdi ornamentali, campi sportivi, in aree soleggiate ed in condizioni di taglio alto

Infiorescenza ramificata, pannocchia verde

 

 

Per informazioni approfondite sul come poter combattere queste ed altre infestanti del prato vi consigliamo di scrivere una mail all’indirizzo serviziotecnico@bottos1848.com il più possibile accurata, che riporti anche le fotografie dell’area colpita ed una descrizione completa di quanto potete rilevare in base alle vostre conoscenze e necessità.

Il Team Esperti Bottos risponderà appena possibile alla vostra richiesta.

 

I Biostimolanti

7 Giu 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su I Biostimolanti

ATTENZIONE! Aumento temperature in arrivo con l’anticiclone GIUDA: difendiamo il nostro prato dagli INGIALLIMENTI utilizzando i Biostimolanti, una nutrizione alternativa per il tappeto erboso nei mesi estivi.

I Biostimolanti sono promotori della crescita generalmente non-nutritivi che agiscono stimolando l’assorbimento dei nutrienti, chelando i nutrienti, aumentando la capacità di scambio cationico (CSC) del terreno, apportando elementi particolari, o stimolando l’attività ormonale endogena.
Se applicati in piccole quantità, favoriscono la crescita e lo sviluppo della pianta ad un tale livello che la risposta non può essere paragonata all’applicazione di tradizionali nutrienti per le piante.
I Biostimolanti devono essere considerati come prodotti secondari all’interno di un buon programma di gestione del tappeto erboso. E’ di primaria importanza mantenere sempre un livello di fertilità adeguato, a partire dalle analisi del terreno, in modo da soddisfare i requisiti nutrizionali del tappeto erboso. In queste condizioni di fertilità, le applicazioni di Biostimolanti possono migliorare ulteriormente la salute e vigore del nostro prato. Quando le piante non sono sottoposte a stress, gli ormoni naturali sono prodotti in quantità sufficienti per sostenere una crescita sana e vigorosa. Tuttavia, le piante vanno spesso incontro a stress a causa di alte temperature, siccità, terreni poveri, malattie, taglio eccessivamente basso, traffico intenso ed altre condizioni tutt’altro che ottimali – tutte situazioni riconducibili alle nostre estati. In tali condizioni l’applicazione esterna di prodotti Biostimolanti può consentire al tappeto di resistere o di recuperare da stress eccessivo. I Biostimolanti sono formulati comunemente come prodotti liquidi: i trattamenti, pertanto, consistono in semplici applicazioni del prodotto diluito in acqua.
Gli interventi mirati a risolvere problemi, devono prendere in considerazione le cause: se si verifica uno stress naturale che può essere previsto e anticipato, come la siccità estiva o le alte temperature, l’effetto del Biostimolante sarà assicurato con un’applicazione precedente al verificarsi dello stress. L’uso di biostimolanti risulta particolarmente efficace nel caso di una semina, con l’apporto di notevoli vantaggi: i tempi di germinazione possono essere ridotti ed è stato riscontato che l’uso di questi prodotti influenza anche la velocità di insediamento e di copertura. Inoltre, la biomassa radicale è stata spesso correlata con la capacità dei tappeti erbosi di resistere e recuperare da stress ambientali e le applicazioni di Biostimolanti possono contribuire all’incremento di tale biomassa consentendo ad esempio un ancoraggio più rapido delle zolle pronte.

In questo VIDEO  il Dott.Ingegnoli ci parla di ALWAYS, Biostimolante ideale per curare il prato e le piante indebolite dagli stress ambientali estivi.

Trasemine su campi sportivi

6 Giu 2017   //   by Bottos   //   Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Trasemine su campi sportivi

Con la fine dei campionati di calcio dalla serie A fino alla terza categoria, le superfici sportive godono del meritato riposo prima della ripresa agonistica di fine estate. E’ ora di mettere mano ai campi per rimetterli in sesto dopo la stagione agonistica e a parte tutta una serie di operazioni che si rendono necessarie a carico del fondo, sicuramente l’operazione più importante ma anche quella più rischiosa visto il periodo stagionale e la trasemina. L’operazione di trasemina non è uguale ad una semina ex-novo e prevede impiego di miscele di sementi e macchinari completamente diverse. Dovendo mettere seme su terreno sodo è altamente sconsigliabile distribuire a spaglio senza creare un qualsivoglia sito di semina in modo da far “ancorare” la giovane futura piantine e soprattutto creare le condizioni ideali di umidità affinchè il seme germini correttamente al riparo dagli stress ambientali e di calpestamento  delle settimane successive. Ecco che sul mercato si trovano tutta una serie di TRASEMINATRICI che risolvono al meglio la problematica. Si possono trovare macchine con dischi singoli, dischi doppi, rulli ricci, rulli perforatori etc. che soddisfano le richieste in funzione della tipologia di costruzione del tappeto erboso sportivo e le necessità di fruibilità stesse.

Veniamo alle miscele, per i tempi ristretti che riposa la superficie, variabile dai 40 ai 80 gg, non c’è altra alternativa che orientarsi con i blend di Loietti o al massimo ad una miscela di Lolium perenne al 90% e 10% di Poa pratensis particolarmente aggressiva (come nella nostra miscela VENERE) perchè il periodo d’insediamento non è dei migliori. Oggi abbiamo a disposizione cultivar di Poa che a differenza del passato sono in grado, se ben supportate con le concimazioni, di affrancarsi sufficientemente prima delle riprese delle attività.

Nel caso di campi sportivi caratterizzati da colorazione chiara e consigliabile utilizzare il RINNOVAPRATO blend di 2 cv di Lolium perenne di colorazione verde brillante e non scure, con ottime performance di germinazione nei periodi caldi oltre i 30°C, da impiegare in funzione della tipologia di traseminatrice dai 15 gr/mq fino ai 40 gr/mq. Nel caso di campi sportivi inerbiti con varietà scure prevalentemente di origine americane è meglio integrare con la stessa colorazione e allora ROYAL BLEND, blend  di Lolium perenne (in particolare Caddieshack, All Starter e Forever) di ultima generazione appositamente selezionati per trasemine presso verde sportivo, cultivar resistente anche ai tagli bassi e alle principali malattie estive dalla grande intensità di colorazione scura.

Va fatta una considerazione sull’utilizzo della miscela 90/10 con Lolium perenne e Poa pratensis, in teoria è la migliore combinazione per la rigenerazione, perchè oltre che apportare vegetazione nell’immediato (Lolium perenne) si gettano le basi per l’insediamento della specie autorigenerante per antonomasia, cioè la Poa pratensis, che non si vedrà subito, costringendo anche qualche limitazione nei diserbi per le prime 4-8 settimane, ma quelle poche piantine che si salvano andranno a contribuire in tardo autunno e inizio primavera a infittire la cotica o aiutare i ripristini post-partita.

L’uso di VENERE è consigliabile sempre con dosaggi variabili dai 15 gr/mq ai 30 gr/mq preferibile insediarla con traseminatrici a rullo riccio a cui far seguire un topping di 2 mm di mix sabbia e compost oppure molto valida la trasemina a doppio disco con 35 mm di spaziatura. La Poa in poche settimane va a chiudere le file, cosa molto gradita.

Dott. Fabrizio Ingegnoli

 

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