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Corsi Formativi 2018 per Manutentori del Verde – (in aggiornamento)

10 Gen 2018   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Corsi Formativi 2018 per Manutentori del Verde – (in aggiornamento)

In questa pagina troverete, costantemente aggiornati man mano che vengono definiti,

gli appuntamenti di formazione con i nostri Agronomi in Italia, Bosnia e Croazia.

 

CORSI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cliente/Provincia


Location


Data


 Ora


Relatori


MaxiGreen

Ancona


 

Ever Green

di Turco  

Moncalieri – Torino


 

 

MaxiGreen, Aspio


 

 

Lombriasco (info: 366-9205859)


15/01/2018


 

18/01/2018


n.i.


 

18.00


 


 

Fabrizio Ingegnoli


Rebellato

Padova


 

Rebellato Giovanni, Saonara


22/01/2018


 n.i.


Fabrizio Ingegnoli


L’agraria Snc

Luzzana


 

Agraria di Luzzana


26/01/2018


18.00


Marco Assirelli


Bresciaturf

Brescia


 

West Garda Hotel, Padenghe sul Garda


02/02/2018


16.00


Ingegnoli, Assirelli


Efekt Komerc

Bosnia


 

Hotel Orion, Spionica


15/02/2018


09.30


Federico Tuberga


Floret

Croazia


 

Hotel Antunovic, Zagabria


16/02/2018


09.30


Federico Tuberga


Sisaflor

Cesena/Forlì


 

Sisaflor, Forlì


26/02/2018


17.00


 Marco Assirelli


Mazzola Giovanni

Bergamo


 

Mazzola Giovanni, Madone


01/03/2018


16.00


Marco Assirelli


 

L’IMPORTANZA DELLA LUCE PER I PRATI

29 Dic 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su L’IMPORTANZA DELLA LUCE PER I PRATI

Durante l’inverno calano in maniera sensibile le ore di luce fino ad arrivare al minimo.

E come ben sappiamo tutti, senza luce non c’è vita. A maggior ragione nel mondo vegetale dove le piante hanno sviluppano nella loro evoluzione la capacità di usufruire della luce solare per effettuare il processo della fotosintesi clorofilliana con trasformazione dell’energia solare in zuccheri e carboidrati di riserva.

Negli impianti sportivi di alto livello hanno ormai superato questo problema con l’inserimento di speciali e costosi sistemi di lampade per riuscire a fornire i lux sufficienti allo sviluppo e al mantenimento dei tappeti erbosi. Certamente si tratta di un procedimento estremamente dispendioso e non replicabile in ambito ornamentale su superfici più contenute.

E allora che cosa ci rimane per poter “affrontare” la mancanza di luce?

Green Grass at Night Twitter Headers & Twitter Covers

Ove possibile (non sempre) è fondamentale ricorrere ad un’adeguata architettura e progettazione del nostro spazio verde. L’ombreggiamento di tipo statico (edifici, muri, ecc.) è indubbiamente limitativo per lo sviluppo del prato, ma risulta un problema ancora maggiore l’ombreggiamento di tipo dinamico, vale a dire quello delle piante, dove, oltre all’evidente mancanza di luce, s’inserisce anche la questione della competizione radicale che amplifica qualsiasi problematica.

Un buon progetto è davvero determinante.

Anche le potature svolgono un ruolo considerevole in quanto ridanno luce e aria ad un ambiente diventato troppo chiuso e asfittico (mancanza di circolazione d’aria).

Ma la parte più importante la svolge la corretta scelta della miscela da tappeto erboso da impiegare in condizioni critiche per il parametro luce. Anzi, la tecnica e la ricerca ci aiutano addirittura nella scelta varietale in ambito prestazionale (con conseguente vantaggio economico).

sun

Giada è la miscela Bottos con sviluppati caratteri di resistenza alle più difficili condizioni d’ombra di ogni tipo. E durante l’inverno, così come d’estate (i momenti più critici in assoluto) permette la costruzione di giardini sottochioma di alberature importanti ed imponenti, riesce a lavorare anche in coabitazione con le conifere (pini) a patto del controllo della caduta degli aghi e risponde alle richieste di riduzione degli interventi manutentivi (fertilizzazioni, tagli e lavorazioni) che il mercato impone.

Anche le Festuche arundinacee della linea Master Green come Inferno e Dallas riescono a lavorare con basse quantità di lux. Questo è un risultato eccezionale dove, in condizioni di mezz’ombra, si può avere un giardino rustico, ma di grandissimo impatto estetico.

MICRODOCHIUM NIVALE: cos’è e come difendere il nostro prato.

29 Dic 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su MICRODOCHIUM NIVALE: cos’è e come difendere il nostro prato.

In inverno (inizio e fine stagione) si possono verificare degli evidenti attacchi di una particolare patologia del tappeto erboso denominata Microdochium nivale, conosciuta volgarmente con il nome di Marciume rosa invenale.

Descrizione della malattia.

Il fungo può attaccare il tappeto erboso al di sotto del manto nevoso, causando considerevoli danni se non sono state fatte azioni preventive di controllo o se eventuali fungicidi non vengono applicati prima della nevicata. Questa malattia si verifica tipicamente nelle zone di transizione, come quelle della penisola italiana, dove si presentano inverni rigidi ed estati calde. La malattia appare come macchie circolari (fino a 10-30 cm di diametro) che hanno un colore biancastro con un evidente anello rosato sul bordo esterno nel momento di piena attività del patogeno. Spesso i miceli bianchi o rosa sono evidenti nelle zone colpite al mattino presto. Piccole masse di spore bianche o rosa (sporodochia, cioè stroma compatto) possono svilupparsi su piante infette e morte.

Il fungo sopravvive nelle piante e nei detriti vegetali (feltro) come micosi dormiente.

Poa annua e Agrostis stolonifera risultano molto sensibili alla malattia, ma anche Festuca aerundinacea, Lolium e Poa pratensis perenne possono subire degli attacchi con possibili evidenti danni al tappeto.

 

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Condizioni di sviluppo della malattia.

L’agente patogeno può essere attivo in un ampio intervallo di temperature più fresche (da 0° a 15-16° C), ma temperature dell’aria superiori a 18-20° C inibiscono la crescita del fungo e generalmente arrestano in maniera naturale la progressione della malattia.

 

Gestione e manutenzione del prato (prevenzione).

Fornire una buona aerazione del terreno e l’ottimale drenaggio dell’acqua (deflusso delle acque superficiali e drenaggio profondo) insieme alla riduzione dell’ombreggiamento servono per “scoraggiare” l’incidenza del Microdochium. E’ molto importante monitorare le esigenze di evapotraspirazione del tappeto erboso in questione per pianificare le irrigazioni (che vuol dire in maniera indiretta anche la “gestione delle piogge”). Occorre evitare la presenza eccessiva di Azoto, soprattutto nella forma a pronto effetto, durante il precedente periodo autunnale, e mantenere possibilmente il pH del terreno tra 6.5 e 7. Alti livelli di potassio tendono a sopprimere la malattia. Se il Microdochium è stato un problema riscontrato negli anni precedenti, è buona norma effettuare un intervento di tipo naturale preventivo a base di bioattivati (Tryco Plus) con largo anticipo (Settembre) oppure applicare un fungicida autorizzato in autunno prima che i sintomi della patologia si sviluppino. Utilizzare varietà endofizzate e selezionate per la resistenza nei confronti del Marciume rosa invernale costituisce la miglior forma di prevenzione, sia dal punto di vista della salute e sia da quello prettamente economico.

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Le ultime scelte varietali Bottos: avanguardia, innovazione ed eccellenza.

19 Dic 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Le ultime scelte varietali Bottos: avanguardia, innovazione ed eccellenza.
Scegliere una Cultivar da tappeto erboso da inserire all’interno delle proprie miscele, comporta una perfetta conoscenza del panorama sementiero mondiale da un lato e una chiara definizione del proprio target di riferimento (tipologia di utilizzatore, caratteristiche del miscuglio, posizionamento prezzo, ecc.) dall’altro.

Bottos ha sviluppato una forte sensibilità in entrambe le direzioni, circondandosi di tecnici qualificati e fornendo qualità di prodotto e di servizio (assistenza). Così, ormai da diverso tempo, e ancora di più negli ultimi anni, sono state introdotte delle nuove Cultivar da tappeto erboso sempre più performanti, con migliorate resistenze agli stress, alle malattie, alla siccità, agli estremi termici, all’ombreggiamento, agli attacchi d’insetti e con costi e incidenze manutentive sempre più ridotte.

 

 

Ecco quindi che dopo l’importantissima introduzione in passato di Inferno, nel comparto Festuche arundinacee, negli ultimi 12 mesi vengono introdotte Dallas, Flame, Rhizing Star, Persuasion, Sundial e Fatcat.

Anche per le Poe pratensis, con Answer e Jackpot, vengono selezionate le due Cultivar più performanti e migliori in ogni aspetto (con differenziazioni importanti tra le due Cultivar come per esempio il colore, con Answer scura e intensa e con Jackpot medio-chiara e brillante).

Confidence 
rappresenta l’ultimissima selezione di loietto USA con presenza di pseudo-stoloni laterali per una colonizzazione rapidissima del terreno e con un’incidenza bassissima della potenziale presenza e sviluppo di essenze infestanti presenti nel substrato di coltura.

Riassumiamo qui rapidamente le varietà Bottos:

 Varietà    Già presenti  Novità 2017
 Festuca Arundinacea Inferno
Brigantine
Arid 3
Arabia
Speedway
Stonewall
Eyecandy
Dallas
Sundial
Fatcat
Persuasion
Flame
Rhizing Star
 Loietto Perenne Caddieshack
Goalkeeper
Passion
Berlioz 1
Top Gun
Spyglass
All Starter
Forever
Fabian
Quickston
Gallop
Confidence
Stolawn
 Poa Pratense Award
Nu Glade
Comet
SR2100
Rugby 2
Armada
Liberator
Answer (Everest in USA)
Jackpot

In prova abbiamo inoltre molte altre varietà tra le quali segnaliamo la Festuca Arundinacea USA Rowdy che dimostra ottime prestazioni nella situazione pedoclimatica italiana.

Prossimamente andremo ad analizzare nel dettaglio le varietà.
Per maggiori informazioni scrivere ad info@bottos1848.com.

LA VERNALIZZAZIONE: come i semi e le piante superano il freddo.

6 Dic 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su LA VERNALIZZAZIONE: come i semi e le piante superano il freddo.

La dormienza è lo stato fisiologico in cui si trova un seme o un embrione che, pur in condizioni favorevoli alla germinazione, è incapace di germinare. La dormienza è una condizione necessaria ai semi (ed alle piante) per superare condizioni climatiche avverse o non adatte alla normale condizione vegetativa, come per esempio il freddo. Quindi le stagioni tardo autunnali-invernali sono tendenzialmente e naturalmente inadatte alla germinazione dei semi. Ma è chiaramente evidente che una condizione temporanea di tepore o di umidità possa verificarsi anche in tali periodi. Tuttavia molti semi e molte piante non vegetano e non germinano in tali stagioni ed altre lo fanno in percentuale più bassa rispetto alla condizione di normalità.

L’evoluzione ha indotto nei semi delle condizioni che permettono il superamento della fase climatica avversa in fase di stasi. Le strutture, sia fisiche sia chimiche, che mantengono la dormienza devono essere rimosse o disattivate per permettere quindi la corretta germinazione dei semi.

frostPer quanto riguarda il freddo ogni specie di pianta e seme ha la sua esigenza di freddo espressa in “unità di freddo” (U.F.) contate come ore con temperatura inferiore ai 7 °C, affinché la dormienza da freddo sia disattivata.

Solo dopo una adeguata disattivazione della dormienza il seme germinerà adeguatamente e solo in tali condizioni l’umidità ed il calore saranno opportunamente recepiti per lo sviluppo.

Non tutti i semi e non tutte le piante necessitano di un periodo dormienza ed inoltre la variabilità nella specie deriva anche da caratteristiche varietali.

La maniera più semplice, naturale ed ovvia per vernalizzare i semi è porli nel suolo in autunno, affinché in inverno restino col clima di dove vive o dovrà vivere la pianta. Una esposizione al freddo per tempi più lunghi (in U.F.) non pregiudica la germinazione. Tutto questo per esempio accade sulla Poa pratensis dove, a seguito di una semina autunnale, la nascita sarà completa e totale solo nel periodo primaverile successivo.

Quindi anche le specie da tappeto erboso microterme si avvantaggiano del fenomeno della vernalizzazione. Ed è per questo che risulta sempre meglio eseguire una semina tardiva tardo autunnale-invernale piuttosto che attendere ed eseguire l’intervento nella primissima primavera (o tardo inverno).

Certamente il rischio dell’eccesiva presenza di gelo in fase di plantula potrebbe precludere la perfetta riuscita dell’impianto, ma le percentuali di successo risultano comunque più alte con un vantaggio diretto nella competizione contro le essenze infestanti e contro gli stress biotici ed abiotici dell’ambiente.

Il nostro alleato più importante per la sicurezza del successo della semina tardiva sarebbe la neve, ma purtroppo negli ultimi anni essa ha avuto una distribuzione davvero saltuaria e sulla quale non poter fare affidamento.

erba che cresceAlcune specie, se ben conservate, si avvantaggiano perciò di un periodo di freddo che può essere nel terreno, ma anche solo nel sacco che le contiene. Il Lolium perenne in particolare, il secondo anno germina addirittura meglio del primo con percentuali aumentate anche del 3-4% in più.

Con questa affermazione si vuole quindi tranquillizzare il consumatore che possiede in magazzino miscele a base di Loglio. La vernalizzazione di tale specie permette il suo impiego con successo anche nell’anno successivo.

Occorre invece porre attenzione sulla famiglia delle festuche che non possiede questo requisito e che quindi va utilizzata nell’anno indicato dall’etichetta di legge apposta sulla confezione.

LA CORREZIONE DEI TERRENI PESANTI IN INVERNO

28 Nov 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su LA CORREZIONE DEI TERRENI PESANTI IN INVERNO

Durante l’inverno la presenza di terreni pesanti può essere una discriminante evidente per la difficoltà di manutenzione ed uso dei tappeti erbosi.

I movimenti dell’aria tellurica sono oltremodo ridotti e gli eccessi idrici sia in superficie e sia nelle regioni più profonde causano una riduzione dell’apparato radicale con successiva moria del medesimo, soprattutto per le parti più fini del capillizio indicato per la suzione degli elementi nutritivi dalla soluzione circolante.

In Italia un terreno di natura argillosa costituisce la norma. E quindi le situazioni di compattazione ed asfissia radicale sono all’ordine del giorno.

Possiamo e dobbiamo quindi intervenire per assicurare il mantenimento dei prati durante l’inverno dando performances adatte sia in ambito sportivo così come in quello ornamentale.

Diventano determinanti le operazioni agronomiche che devono essere svolte in maniera adeguata e professionale, con attrezzature idonee e assume la massima importanza la conoscenza delle esigenze e dei comportamenti delle diverse tipologie di prato.

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Le operazioni di decompattazione (Verti-Drain) sono da considerarsi al pari di una pratica di ordinaria manutenzione. La possibilità di regolazione dell’angolo di entrata nel terreno aiuta in maniera assoluta la perfetta gestione della mancanza d’aria e dell’impossibilità di percolazione dell’acqua. Con il cosiddetto “lifting” si creano delle microfratture anche negli strati più profondi. La diretta conseguenza si traduce in radici bianche, profonde, attive e sane. Altra conseguenza è la rapida eliminazione delle acque meteoriche in eccesso con assenza di condizioni di fango in superficie e il mantenimento sempre di un’adeguata copertura a verde. Ulteriore conseguenza è la colorazione intensa del cotico, segnale del mantenimento della capacità fotosintetica delle piante con relativo accumulo di carboidrati di riserva nelle medesime.

vertidrainAltri aiuti nella cura dei terreni pesanti (oltre all’aggiunta di substrati leggeri sui quali non ci soffermeremo) sono l’impiego di tensioattivi e l’inserimento in quantità adeguate di sostanza organica “nobile” (attenzione! Adeguate non vuol dire eccessive).

I tensioattivi aiutano a ridurre la tensione superficiale dell’acqua e quindi a farla defluire in un tempo più rapido. Lavorano direttamente nella riduzione del black-layer facilitando i processi di ossidazione nei substrati, regolano i passaggi e trasferimento della soluzione circolante (colore più intenso dell’erba per miglior impiego dei microelementi presenti) e aiutano nella prevenzione del muschio, evitando processi di “finger-flow” (deflusso immediato in canali preferenziali e accumulo dell’acqua in zone circoscritte) e/o di mancato movimento dell’acqua (stagnazione in microaree con accumuli puntiformi). In questa fase lavorano anche sul tasso di evapotraspirazione diminuendo la quantità d’acqua che fuoriesce dal terreno, evitando i danni da brina e migliorando la calpestabilità dei prati.

La sostanza organica, distribuibile anche in forma liquida (si pensi ad esempio al Vigor Liquid o all’Always) forma poi dei legami particolari con i colloidi del terreno conservando ed ottimizzando tutta la catena dei microelementi (come un agente chelante vero e proprio), acidifica il substrato migliorando l’assorbimento degli elementi nutritivi sia in termini quantitativi e sia in termini di durata e lavora sulla struttura con mantenimento dell’equilibrio tra microporosità e macroporosità.

Vogliamo così esprimere un concetto forte e controcorrente: l’inverno non deve essere esclusivamente periodo di potature in un giardino. L’inverno è una fase determinante per la manutenzione dei prati con pratiche agronomiche importantissime e con la distribuzione di elementi fondamentali per la salute dei medesimi.

LA FERTILIZZAZIONE ORGANICA PRE-INVERNALE – PERCHE’ E COME

20 Nov 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su LA FERTILIZZAZIONE ORGANICA PRE-INVERNALE – PERCHE’ E COME

Prevenire è meglio che curare.

Ce lo dice il medico quando ci stiamo per ammalare; ce lo dice il commercialista (ahimè!) prima di pagare le tasse; ce lo dice il nostro allenatore o personal trainer prima di un evento sportivo e/o in preparazione di una gara. E ce lo dice anche la Natura in tutti i suoi aspetti di manutenzione delle colture di qualsiasi genere, tappeti erbosi inclusi.

La fertilizzazione organica s’inserisce in questo filone d’idee, dove, insieme a piccoli approvvigionamenti nutrizionali verso le piante, si opera invece in maniera sostanziale sui substrati di coltura per prepararli ad accogliere attività microbiologica, regolare i giusti movimenti idrici e di circolazione d’aria nel terreno, mantenere adeguate condizioni di temperatura e di chelazione naturale degli elementi nutritivi nei suoli.

Somministrare acidi umici e fulvici, prodotti naturali di derivazione da alghe, azoto organico (preferibilmente di origine vegetale) permette, durante il periodo tardo autunnale, di completare l’azione anti-stress già cominciata con il Potassio (vedi post precedente cliccando QUI) e potenziare tutto il nostro piano di manutenzione per evitare (o per lo meno limitare) i danni da freddo e da gelo.

La distribuzione di prodotti liquidi come Always, Vigor Liquid o ancora Pre Stress, è determinante per ottenere un prato vigoroso, denso, chiuso, compatto, resistente al calpestio ed alla trazione, con aumento della biofertilità per permettere tutti i corretti processi di degradazione microbica e rendere i terreni fertili, ricchi e sani.

La fotografia finale del nostro giardino sarà quindi quella di un tappeto erboso più verde, tenace e robusto per tutto l’inverno.

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LE TRASEMINE TECNICHE – WINTER OVERSEEDING

18 Nov 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su LE TRASEMINE TECNICHE – WINTER OVERSEEDING

694x375-grassAnche durante il tardo autunno si possono evidenziare dei diradamenti dei tappeti erbosi.

Questo succede in giardini ornamentali, ma capita soprattutto sui terreni sportivi. Il carico di gioco è sempre intensissimo e il “consumo” dell’erba è all’ordine del giorno, con aree poco per volta sempre più evidenti di terreno nudo, con conseguenti ristagni idrici e fenomeni di compattazione.

Da pochi anni la tecnica e la ricerca sementiera sono venute in soccorso dei bravi manutentori per risolvere anche questo tipo di problema.

Sono state selezionate così speciali tipologie di essenze che possano germinare anche a basse temperature e crescere ed accestire anche in condizioni di fotoperiodo limitato (poche ore di luce). Stiamo parlando dei loietti tetraploidi e di particolari e poche varietà di Lolium westerwoldicum.

Bottos, in collaborazione con i più importanti centri di ricerca, ha perfezionato una formula specifica e ha codificato un miscuglio a nome Winter Overseeding per fornire uno strumento di lavoro ai manutentori del verde. La sua speciale formulazione (50% Lolium perenne tetraploide e 50% Lolium westerwoldicum) con varietà in esclusiva, permette una rapidissima copertura delle aree di gioco e fornisce la massima soddisfazione agli utilizzatori degli impianti.

Il colore è medio-chiaro, l’habitus di crescita è cespitoso e la sopportazione al calpestio ed alle potenziali patologie invernali è massima. Di contro tale miscuglio non sopporta i caldi eccessivi e la scarsa disponibilità idrica. La dose d’impiego è quella di una tradizionale miscela a base di loietti, così come risultano normali le esigenze manutentive-nutrizionali.

Per richiedere informazioni scrivere una email a info@bottos1848.com

LA RHIZOCTONIA CEREALIS

25 Ott 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su LA RHIZOCTONIA CEREALIS

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Verso la fine di Ottobre e i primi giorni di Novembre, con condizioni climatiche standard, si possono presentare in maniera particolare su tappeti erbosi a base di Festuca arundinacea delle macchie circolari più o meno regolari di colore giallastro, potenzialmente anche di diametro superiore ai 50 cm e che poi possono anche confluire tra di loro perdendo la caratteristica forma rotonda.

Altro non è che la presenza palese del fungo patogeno Rhizoctonia cerealis. Si tratta del fratello “minore” della Rhizoctonia solani ben più manifesta durante il periodo estivo.

Concimazioni bilanciate, a lenta cessione, contenenti anche una leggera percentuale di anidride fosforica (P2O5), aiutano nella gestione di tale malattia. Il contenimento del feltro, con l‘avvenuta arieggiatura di Settembre è l’altro elemento fondamentale di prevenzione di tale problema.

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L’impiego preventivo di bioattivati totalmente naturali e di perfetta salvaguardia per l’uomo e per l’ambiente come il Tryco Plus e l’utilizzo di varietà di Festuca arundinacea endofizzata, sono a tutt’oggi i metodi migliori d’azione preventiva nei confronti di questo fastidioso problema.

 

LE OPERAZIONI COLTURALI DI OTTOBRE: L’ARIEGGIATURA TARDIVA

4 Ott 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su LE OPERAZIONI COLTURALI DI OTTOBRE: L’ARIEGGIATURA TARDIVA

Non siamo riusciti a Settembre ad effettuare il regolare e canonico sfeltrimento del prato per togliere la biomassa in eccesso e far respirare il nostro tappeto erboso?

Nessun problema. Possiamo intervenire ancora ad Ottobre sempre con la medesima operazione.

In questo caso con l’intervento di arieggiatura, saremo comunque più cauti nell’approfondimento delle lame e nella direzione del verticut, in quanto le risposte vegetative delle piante saranno comunque più ridotte rispetto al precedente mese.

arieggiatura mik super okOpereremo quindi con dei tagli verticali in solo senso di marcia (doppio taglio incrociato, quindi, solo le condizioni ambientali e climatiche ce lo permettono), raccoglieremo ed elimineremo il materiale di risulta, se necessario opereremo con una leggera trasemina adatta alla miscela già impiantata nel prato, ma soprattutto concimeremo con fertilizzanti a rilascio programmato/lenta cessione ad alto titolo potassico come Autumn K 21.0.25

 

ad una dose consona (circa 30 g/m2) per poter permettere lo sviluppo e l’allungamento delle radici delle piante, situazione determinante per il superamento dei futuri stress da freddo.

 

In questo video il Dott. Ingegnoli racconta l’arieggiatore Rink S510.

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