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LE TRASEMINE TECNICHE – WINTER OVERSEEDING

18 Nov 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su LE TRASEMINE TECNICHE – WINTER OVERSEEDING

694x375-grassAnche durante il tardo autunno si possono evidenziare dei diradamenti dei tappeti erbosi.

Questo succede in giardini ornamentali, ma capita soprattutto sui terreni sportivi. Il carico di gioco è sempre intensissimo e il “consumo” dell’erba è all’ordine del giorno, con aree poco per volta sempre più evidenti di terreno nudo, con conseguenti ristagni idrici e fenomeni di compattazione.

Da pochi anni la tecnica e la ricerca sementiera sono venute in soccorso dei bravi manutentori per risolvere anche questo tipo di problema.

Sono state selezionate così speciali tipologie di essenze che possano germinare anche a basse temperature e crescere ed accestire anche in condizioni di fotoperiodo limitato (poche ore di luce). Stiamo parlando dei loietti tetraploidi e di particolari e poche varietà di Lolium westerwoldicum.

Bottos, in collaborazione con i più importanti centri di ricerca, ha perfezionato una formula specifica e ha codificato un miscuglio a nome Winter Overseeding per fornire uno strumento di lavoro ai manutentori del verde. La sua speciale formulazione (50% Lolium perenne tetraploide e 50% Lolium westerwoldicum) con varietà in esclusiva, permette una rapidissima copertura delle aree di gioco e fornisce la massima soddisfazione agli utilizzatori degli impianti.

Il colore è medio-chiaro, l’habitus di crescita è cespitoso e la sopportazione al calpestio ed alle potenziali patologie invernali è massima. Di contro tale miscuglio non sopporta i caldi eccessivi e la scarsa disponibilità idrica. La dose d’impiego è quella di una tradizionale miscela a base di loietti, così come risultano normali le esigenze manutentive-nutrizionali.

Per richiedere informazioni scrivere una email a info@bottos1848.com

LA RHIZOCTONIA CEREALIS

25 Ott 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su LA RHIZOCTONIA CEREALIS

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Verso la fine di Ottobre e i primi giorni di Novembre, con condizioni climatiche standard, si possono presentare in maniera particolare su tappeti erbosi a base di Festuca arundinacea delle macchie circolari più o meno regolari di colore giallastro, potenzialmente anche di diametro superiore ai 50 cm e che poi possono anche confluire tra di loro perdendo la caratteristica forma rotonda.

Altro non è che la presenza palese del fungo patogeno Rhizoctonia cerealis. Si tratta del fratello “minore” della Rhizoctonia solani ben più manifesta durante il periodo estivo.

Concimazioni bilanciate, a lenta cessione, contenenti anche una leggera percentuale di anidride fosforica (P2O5), aiutano nella gestione di tale malattia. Il contenimento del feltro, con l‘avvenuta arieggiatura di Settembre è l’altro elemento fondamentale di prevenzione di tale problema.

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L’impiego preventivo di bioattivati totalmente naturali e di perfetta salvaguardia per l’uomo e per l’ambiente come il Tryco Plus e l’utilizzo di varietà di Festuca arundinacea endofizzata, sono a tutt’oggi i metodi migliori d’azione preventiva nei confronti di questo fastidioso problema.

 

LE OPERAZIONI COLTURALI DI OTTOBRE: L’ARIEGGIATURA TARDIVA

4 Ott 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su LE OPERAZIONI COLTURALI DI OTTOBRE: L’ARIEGGIATURA TARDIVA

Non siamo riusciti a Settembre ad effettuare il regolare e canonico sfeltrimento del prato per togliere la biomassa in eccesso e far respirare il nostro tappeto erboso?

Nessun problema. Possiamo intervenire ancora ad Ottobre sempre con la medesima operazione.

In questo caso con l’intervento di arieggiatura, saremo comunque più cauti nell’approfondimento delle lame e nella direzione del verticut, in quanto le risposte vegetative delle piante saranno comunque più ridotte rispetto al precedente mese.

arieggiatura mik super okOpereremo quindi con dei tagli verticali in solo senso di marcia (doppio taglio incrociato, quindi, solo le condizioni ambientali e climatiche ce lo permettono), raccoglieremo ed elimineremo il materiale di risulta, se necessario opereremo con una leggera trasemina adatta alla miscela già impiantata nel prato, ma soprattutto concimeremo con fertilizzanti a rilascio programmato/lenta cessione ad alto titolo potassico come Autumn K 21.0.25

 

ad una dose consona (circa 30 g/m2) per poter permettere lo sviluppo e l’allungamento delle radici delle piante, situazione determinante per il superamento dei futuri stress da freddo.

 

In questo video il Dott. Ingegnoli racconta l’arieggiatore Rink S510.

Le sostanze umiche rinvigoriscono il tappeto erboso e migliorano la fertilità del terreno

27 Set 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Le sostanze umiche rinvigoriscono il tappeto erboso e migliorano la fertilità del terreno

humicLe sostanze umiche si trovano in natura e sono componenti dell’humus del terreno, cioè di quella frazione della sostanza organica completamente degradata (foglie, rami, spoglie animali ecc) e rielaborata dalla flora microbica del terreno fino ad ottenere un prodotto raffinato che interagisce con i contenuti chimici e fisici del terreno.
La parte nobile dell’Humus sono appunto le sostanze umiche che hanno proprietà importanti in grado di influenzare il sistema terreno/pianta nonostante siano contenuti a bassa concentrazione, per esempio sono in grado di chelare i metalli quali Fe , Zn, Cu e stimolare l’attività microbica del suolo. Si riconoscono gli Acidi Umici e gli Acidi Fulvici.

Gli Acidi Umici non solo stimolano l’attività microbica del terreno agendo come acceleratore dei processi enzimatici del suolo ma ricoprono un ruolo essenziale per rendere maggiormente disponibili gli elementi minerali alle radici delle piante . Gli Acidi Fulvici sono un forte agente chelante che strappa dall’insolubilità i metalli nel terreno rendendoli disponibili alla riducendo dei sintomi di carenza. Mentre gli Acidi Umici hanno un azione riconosciuta più ammendante “lavorando” sulla flora microbica del terreno, gli Acidi Fulvici invece, svolgono un azione più biostimolante direttamente sulla pianta.

La tendenza di non far mancare uno o più trattamenti biostimolanti a base di Acidi Umici estratti da sostanza organica (prevalentemente Leonardite) permette di rinvigorire e rendere più reattivo il tappeto erboso ai sintomi di stress grazie agli Acidi Fulvici e nello stesso tempo svolgere un azione ammendante su terreni poveri di sostanza organica e poco concentrati di flora microbica aumentando il loro valore di fertilità generale.

Tra i vari prodotti della gamma Bottos che contengono Acidi Umici segnaliamo i concimi della Linea Naturalgreen:

All’interno della Linea Mastergreen, come concime per le nuove semine e trasemine troviamo BIOSTART 12-20-15, mentre tra i trattamenti liquidi abbiamo ALWAYS e VIGOR LUQUID, prodotti BIOSTIMOLANTI sempre a base di Acidi Umici.

Nel SOCCORRE della Linea Naturalgreen, valido alleato per ridurre gli stress del tappeto erboso, troviamo invece un contenuto significativo di Acidi Fulvici.

Festuca arundinacea: la giusta soluzione per una bassa manutenzione del prato

13 Set 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Festuca arundinacea: la giusta soluzione per una bassa manutenzione del prato

sedeAl giorno d’oggi le necessità di tappeto erboso sia sotto il punto di vista estetico-ornamentale che tecnico – prestazionale non può prescindere dall’aspetto manutentivo. La manutenzione ha un costo importante ogni settimana e per raggiungere un livello massimo o estetico o prestazionale o tutte e due insieme siamo costretti a pianificare piani biotecnici intensivi molto costosi.

Questo è il motivo per cui la domanda di tappeti erbosi a base di Festuca Arundinacea sono cresciuti a tal punto da rappresentare oltre l’80% del mercato. La cosiddetta “Tall fescue” negli ultimi anni è stata molto migliorata per soddisfare i Tappeti erbosi “a basse pretese”, cioè che crescono poco, si ammalano poco e soprattutto richiedono minori volumi di adacquamento.

Bottos vi propone diversi prodotti a base di Festuca Arundinacea, eccone una carrellata (cliccando sul nome del prodotto accederete direttamente alla relativa scheda tecnica):

  • NaturalGreen Per Zone Soleggiate è un Miscuglio innovativo di cultivar striscianti di Festuca arundinacea rizomatose, “FLAME”, “RHIZING STAR”e Poa pratense tutte conciate con micorgnaismi utili. Ideale per aree esposte a sud o leggermente ombreggiate. Tessitura fine e di colorazione scura. Tappeto erboso costituito da cultivar di origine americana.
  • Royal Blue Plus  Mix di Festuca arundinacea e Poa pratensis trattato con concia. La concia è composta da un mix di microrganismi utili a base di Micorrize, Trichoderma e batteri in grado di offrire inequivocabili vantaggi nella tolleranza alle malattie fungine in fase di germinazione e maggiore sviluppo dell’apparato radicale nelle prime fasi crescita.
  • Royal Blue è un altro miscuglio evoluto, basato su festuca arundinacea nord-americana di colorazione molto scura e resistente. Una festuca che si adatta senza problemi sia ai climi torridi del sud italia che quelli più miti del nord.
  • Royal Sea Miscela di varietà da tappeto erboso studiato per impieghi in aree costiere mediterranee contraddistinte da forte siccità ed elevata salinità, a base di Lolium perenne, Festuca arundinacea e Bermudagrass SR9554, di provenienza americana e di colorazione verde scuro. Estremamente competitivo e funzionale nel soddisfare le esigenze di aree pubbliche.
  • Royal Park Miscela di varietà da tappeto erboso studiato appositamente per inerbimenti di aree estensive anche in aree mediterranee, dove si richiede un rapido inerbimento per scopi tecnici e funzionali, a base di Lolium perenne e Festuca arundinacea, di provenienza americana e di colorazione verde scuro.
  • Maciste è ideale per un tappeto erboso ornamentale di alta qualità estetica, di particolare resistenza al calpestio ed alla siccità, particolarmente adatto per le aree mediterranee della nostra penisola. Il miscuglio Maciste è prevalentemente indicato per costruire tappeti erbosi di pregio in situazioni di scarsa disponibilità idrica.
  • Forteprato Miscela di sementi da prati ornamentali per facili insediamenti, colorazione chiara e tessitura medio grossa ma molto resistente a malattie e alla siccità estiva, di conseguenza a bassa gestione. La presenza di Festuca arundinacea facilita il raggiungimento in breve tempo di un prato duraturo anche in situazioni di scarsa irrigazione e di elevato sfruttamento. È un miscuglio ideale per tutti coloro che non possono dedicare tempo alla cura del prato.evooluzione

Rigenerazione di fine estate dei tappeti erbosi

4 Set 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Rigenerazione di fine estate dei tappeti erbosi

Prato verde nel giardinoPrepariamoci per le rigenerazioni dei prati erbosi di settembre, nonostante la stagione climaticamente favorevole alla conservazione del tappeto erboso del periodo estivo, potrebbe essere necessario fare qualche intervento per cercare di migliorare ancora qualcosa.

In caso di tappeti erbosi privati o di giardini con tappeti erbosi in Festuca arundinacea e Poa pratensis di dimensione inferiore ai 300 mq, potrebbe essere utile verso fine agosto e per tutto il mese di settembre, programmare una carotatura con asporto del materiale di risulta, grazie alle macchine Redexim Easy Core 104 per una profondità di almeno 5 cm in modo da migliorare lo strato di radicazione aggiungendo sabbie miste a sostanze organiche ben compostate in rapporto in volume 8:2 preferibilmente per uno spessore almeno di 4 mm, cioè 4 litri/mq.

La distribuzione del mix Sabbia e sostanze organiche compostate può essere fatta con apposito spandisabbia semovente di piccole dimensioni, in grado di lavorare con agilità in piccole superfici, infine in copertura, cioè alla fine delle operazioni, distribuire un attivatore liquido radicale per facilitare l’approfondimento e l’intreccio radicale del tappeto erboso prima dei freddi invernali con distribuzione di circa 1 litro per 300 mq di NEW RADICAL e poi si termina con distribuzione di fertilizzante granulare Polygreen 18-8-12 Bottos, con azoto a cessione programmata al 40% , in dosaggio di 30 gr/mq.

Nel caso sia necessario effettuare dei rinfoltimenti della vegetazione dobbiamo valutare quale miglior miscuglio impiegare per rigenerazione tappeti erbosi a base di Festuca arundinacea di tonalità scura. La Festuca arundinacea non ha le stesse caratteristiche di aggressività tipiche del Loietto in caso di semina su terreno sodo, dunque dobbiamo valutare un miscuglio di sementi di Lolium perenne e Festuca arundinacea, tipo miscela per prato Royal Park.

Vero che la presenza del Loietto perenne sporca la composizione floristica del nostro tappeto, ma nel contempo permette una rapida chiusura del manto erboso non prestando il fianco alle infestanti autunno – primaverili prossime alla germinazione con l”imminente cambio di stagione. La trasemina – rigenerazione deve sempre eseguita dopo un taglio basso, un leggero verticut incrociato e l’impiego di una traseminatrice semovente a rullo riccio come la Speedseed WB della ditta REDEXIM, in grado di creare tanti fori nel terreno sodo, formando dei veri e propri punti di ancoraggio del seme per facilitare la germinazione.

In caso di giardini caratterizzati da tappeto erboso privo di Festuca arundinacea, cioè con solo Loietti, poa e festuche fini , il miglior miscuglio va scelto in considerazione della tonalità del prato esistente. In caso di tappeto scuro è meglio usare il mix di Loietti Royal Blend, in caso di tappeti erbosi meno scuri utilizzate Venere che presenta un 15% di Poa pratensis o il Rinnovaprato, blend di loietti meno scuri . I dosaggi variano tra i 30 ai 40 gr/mq in considerazione del degrado del manto erboso.

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Estate, alghe e mucillagini in agguato

22 Ago 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su Estate, alghe e mucillagini in agguato

Nelle giornate calde estive è possibile notare nel prato, di solito sulla superficie del terreno, la presenza di uno strato molliccio e mucillaginoso, dapprima verdognolo, che si trasforma dopo qualche giorno in una pellicola continua nera, emanando un inconfondibile odore di alga marina.

Cosa sono
Questa mucillagine in realtà è un’avversità del tappeto erboso, non legata a patogeni specifici, ma più che altro alla manutenzione del prato. Le Mucillagini non sono legate tanto alla natura del terreno (sabbioso, organico, franco, argilloso) ma alla sua gestione. Questo fenomeno infatti è legato perlopiù alla presenza di ristagni superficiali duraturi causati da compattamento superficiale del terreno in seguito a calpestamento e ad uso intenso, accompagnato da tagli bassi, al di sotto del limite consentito fisiologicamente dalla specie erbosa.

algheIn questa lamina sottile di acqua si instaurano delle vere e proprie associazioni algali, in prevalenza azzurre e unicellulari.
Queste, proliferando, creano in breve tempo delle colonie che si addensano inizialmente in mucillagini e con il perdurare dell’insolazione e della conseguente evaporazione, s’incrostano formando un film organico impenetrabile sia all’acqua che all’aria.

Che fare
Per ovviare a questo inconveniente è dapprima necessario riportare l’altezza di taglio a non meno di 45 mm se si tratta di miscuglio con festuca arundinacea o 50 mm in caso di miscugli fini (Loietti, Poa e Festuche Fini). Questo riduce l’insolazione sulla superficie limitando di molto lo sviluppo algale. Procedere poi con le operazioni di decompattamento superficiale quali bucature e carotature con leggere sabbiature per rimuovere la causa del fenomeno. Ricordiamo che queste condizioni sono l’anticamera per la comparsa del muschio nei periodi più freschi e umidi.

Riassumendo, per la lotta alle alghe e alle mucillagini, consigliamo di aumentare il drenaggio, alzare il taglio e controllare il pH.

La concimazione di fine estate

17 Ago 2017   //   by Fabrizio Ingegnoli   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su La concimazione di fine estate

Prato soleggiatoAppena le temperature si abbassano un pochino e finisce la calura degli anticicloni africani è necessario programmare la cosiddetta concimazione di fine estate al tappeto erboso. L’aria più fresca favorisce la ripresa vegetativa dell’erba con la formazione in quantità di nuovi germogli e approfondimento degli apparati radicali, molto provati dai caldi estivi.

In questa fase una concimazione mirata con Super Turf Bottos 24-6-9, il tappeto erboso in pochi giorni tornerà presto in forma migliorando densità, uniformità e colorazione. Dopo ferragosto distribuite 30 gr/mq di Super Turf Bottos 24-6-9 che grazie all’azoto avvolto da Polyon nutre il prato in modo ottimale per oltre 60 gg senza provocare malattie o altri fastidiosi effetti collaterali. Ricordatevi di applicare qualsiasi fertilizzante sempre quando il tappeto erboso ha foglia asciutta e appena dopo un taglio.

Sarebbe opportuno integrare la concimazione di Super Turf 24-6-9 con VIGOR LIQUID Bottos da distribuire dopo qualche giorno in modo da imprimere un ulteriore spinta biostimolante e miglioratrice delle condizioni biologiche anche del terreno di crescita del prato. Vigorliquid a base di Acidi Umici favorisce l’assorbimento degli elementi nutritivi da parte del tappeto erboso e inoltre facilita la penetrazione dell’acqua nel terreno verso le radici, ottenendo un effetto sinergizzante alla concimazione appena distribuita qualche giorno prima. L’azione di Superturf + Vigorliquid migliora il tappeto erboso in breve tempo.

Distribuite Vigor Liquid Bottos in dose di 1 kg per 100 mq diluito in 20 litri di acqua e poi fate seguire un ciclo di irrigazione.

Nel caso abbiate macchie residue di attacchi fungini sul prato che stentano a scomparire e avete la necessità di nasconderle potete impiegare VERDIGO Bottos colorante naturale atossico per tappeti erbosi, da applicare alle macchie indesiderate in soluzione acquosa al dosaggio 500 ml in 10 litri di acqua per 250 mq.

GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 4

9 Ago 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 4

Eccoci alla Quarta Puntata di questa Guida ai principali Parassiti del tappeto erboso a cura del Dott. Marco Assirelli.

Nelle prime tre puntate abbiamo visto i Ditteri Tipulidi, i Coleotteri Scarabeidi ed i Coleotteri Curculionidi.

Oggi vediamo il famigerato Grillo Talpa, di cui spesso ci vengono richieste informazioni.

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CARATTERISTICHE DELLA GRILLO TALPA

Sono di notevoli dimensioni (fino a 6 cm di lunghezza), caratterizzati da antenne relativamente corte e da zampe fossorie (adatte a scavare) e si muovono nel top soil orizzontalmente. La specie più importante è la Gryllotalpa grillotalpa in cui gli adulti hanno colore bruno, protorace ben sviluppato e grandi zampe fossorie. Adorano top soil umidi e ricchi di s. organica. Scavano gallerie di dimora e di ovideposizione (generalmente innocue per profondità) e gallerie di alimentazione.

CICLO BIOLOGICO DEL GRILLO TALPA

Le uova sono deposte in primavera, fino a giugno. Lo sviluppo embrionale dura circa venti giorni ed in autunno, raggiunta la terza età, sverna. Solo nell’estate successiva si avranno gli adulti che raggiungeranno la maturità sessuale solo nel terzo anno di vita: si tratta di insetti che hanno una generazione ogni due anni. Le grillotalpe sono insetti onnivori e si cibano anche dei giovani della loro specie ma preferiscono i tessuti ipogei e i colletti delle piante, graminacee del tappeto erboso.

DANNI

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Più che un danno diretto, cioè per attività trofica, le grillotalpe causano veri e propri distaccamenti del cotico erboso a causa dello scavo di gallerie di alimentazione, veri e propri piccoli tunnel scavati a pelo di terra: il risultato è una specie di aratura del tappeto erboso, spesso devastante poiché legata al numero di individui attivi per metro quadrato essendo una specie molto prolifica che si traduce in circa 200 – 300 uova/femmina e anche più.

 

CONTROLLO

In caso di piccoli attacchi il controllo è molto semplice quanto efficace. Si tratta di miscelare del sapone biodegradabile con dell’acqua versandola nella galleria di alimentazione. Dopo pochi minuti vedrete la grillotalpa uscire. In attacchi più estesi, quando questo metodo risulta dispersivo si può intervenire con i batteri, particolarmente efficaci, Bacillus gryllotalpae e Bacillus thuringiensis. Nel campo dei funghi il genere Trichoderma, con le specie Harzianum e Viride. Nematodi con Steinernema carpocapasae. In caso di interventi chimici potrete intervenire col principio attivo deltametrina.

Ci aggiorniamo con la prossima puntata con le informazioni sugli altri parassiti.

Vi invito ad inviare foto e descrizioni accurate dei possibili danni da insetti via mail a serviziotecnico@bottos1848.com, un esperto del nostro Team vi risponderà al più presto.

Grazie e apresto,

Dr. Marco Assirelli

GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 3

3 Ago 2017   //   by Bottos   //   Blog, Tecnica del Verde  //  Commenti disabilitati su GLI INSETTI PARASSITI DEL TAPPETO ERBOSO – PUNTATA 3

Siamo oggi giunti alla Terza Puntata di questa Guida ai principali Parassiti del tappeto erboso a cura del Dott. Marco Assirelli.

Nelle prime due puntate abbiamo visto i Ditteri Tipulidi ed i Coleotteri Scarabeidi.

Oggi vediamo i Coleotteri Curculionidi.

CARATTERISTICHE DEI COLEOTTERI CURCULIONIDI

Insieme agli scarabeidi sono i coleotteri più pericolosi per il t.e. i curculionidi producono un danno quantitativamente maggiore interessando superfici più ampie e distribuite. Sono insetti facilmente riconoscibili perché in fase adulta frequentemente hanno un appendice prontale (rostro) e antenne genicolate (forma di ginocchio). Larve biancastre, apode, grandi come grossi chicchi di riso o più, con il capo di color arancio/marrone.

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Foto: Sphenophorus striatopunctatus

CICLO BIOLOGICO DEI COLEOTTERI CURCULIONIDI

LARVAHanno solo una generazione all’anno, l’adulto svernante diventa attivo in primavera, si accoppiano e le femmine depongono qualche decina di uova a livello delle guaine fogliari. Le larve fuoriuscite si trasferiscono nel top soil dove iniziano subito la loro attività trofica a spese degli apparati radicali dell’erba. Lo sviluppo avviene in circa 100 giorni, dopodichè si ha la fase di pupa e i nuovi adulti a partire da agosto.

 

DANNI

LARVE

Il danno è tipico dello stadio larvale dell’insetto, cioè relativo allo scollamento del cotico erboso. Le piccole larve, spesso numerose (qualche decine per metro quadro), si nutrono voracemente delle radici dell’erba. Il sintomo iniziale riguarda un ingiallimento progressivo legato al deperimento altrettanto progressivo del sistema radicale nonché e conseguentemente alla riduzione drastica dell’assorbimento di quest’ultimo. Nella fase finale si assiste al disseccamento dell’erba e allo scotico completo.

 

CONTROLLO

Il coleottero è selettivo ossia preferisce insediarsi in t.e. di P. pratensis, L. perenne e F. arundinacee mentre risultano praticamente indenni impianti di Agrostis, Cynodon e Festuche fini.

Gli adulti si possono controllare limitandoli tramite insetticida con principio attivo Teflutrin. Allo stadio larvale, esistono prodotti chimici ma sempre problema di feltro e profondità azione. Si consigliano quindi nematodi entomoparassiti.

Ci aggiorniamo con la prossima puntata con le informazioni sugli altri parassiti.

Vi invito ad inviare foto e descrizioni accurate dei possibili danni da insetti via mail a serviziotecnico@bottos1848.com, un esperto del nostro Team vi risponderà al più presto.

Grazie e apresto,

Dr. Marco Assirelli

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