Bottos 1848

LE CONCIMAZIONI AUTUNNALI

Ogni stagione ha connessioni dirette con il ciclo vitale di ogni pianta e ovviamente questo vale anche per i tappeti erbosi.

Con l’autunno si rendono determinanti una serie di azioni da parte delle piante per prepararsi ai rigori invernali, al gelo (in talune zone d’Italia), al vento (si pensi alle zone costiere), agli eventi atmosferici in genere, copiosi e duraturi (piogge e/o neve).

Anche le ore di luce diminuiscono in maniera sensibile.

Insomma, la natura cambia (la maggior parte degli alberi perde le foglie, no?!?)

Or dunque che cosa dobbiamo cercare di ottenere da questo importantissimo periodo dell’anno per i nostri prati?

La risposta è molto semplice e volutamente la poniamo in maniera provocatoria in termini di paragone: un bravo genitore certamente presta le massime cure ed attenzioni verso il proprio figlio, ma per farlo crescere e renderlo, maturo, autonomo e uomo vero, lo costringe ad uscire dal guscio di protezione che molte volte ci si crea. Perché è tanto bello per un giovane tornare a casa e trovare la tavola imbandita, i vestiti puliti e la camera rifatta. Ma poi, quando per esempio per lavoro, i genitori non possono essere presenti costantemente a casa, che cosa mangerà quel figlio la sera?

Ma se mamma e papà poco per volta lo hanno allenato e si sono fatto aiutare, gli hanno insegnato ad andare a fare la spesa e a cucinare, certamente quel figlio non morirà di fame o andrà a mangiare sempre fuori (e non lo farà, semplicemente perché il terzo giorno i soldi sarebbero finiti…).

Per i tappeti erbosi valgono le stesse identiche regole: il bravo giardiniere DEVE sfruttare questo importantissimo periodo per far sviluppare al massimo delle sue potenzialità l’apparato radicale delle essenze da prato che sta coltivando.

E lo deve fare in tutte le più svariate condizioni possibili che si possono incontrare in un giardino: porzioni in ombra, dove cercherà di mantenere più alta l’altezza di taglio (in modo da far approfondire di più le radici), pendenze, suoli compattati ed asfittici (la soluzione in questo caso sono operazioni di chiodatura/carotatura), ecc.

Ma in tutti i casi ci si deve dedicare con attenzione all’aspetto nutrizionale che, ribadiamo, è un elemento fondamentale per il mantenimento del sistema prato esattamente come noi desideriamo avere, cioè bello, sano, denso e uniforme.

E’ durante il periodo autunnale che si gettano le basi per la crescita in biomassa ed in lunghezza delle radici fascicolate tipiche delle essenze graminacee (microterme in particolare).

Il Potassio è l’elemento base che svolge questo tipo di azione. Va utilizzato in maniera preventiva e non all’evidenziarsi del problema. Il Potassio è quindi prevenzione, determinante, importantissima, decisiva. Ma è prevenzione.

Quindi non rimandiamo all’inverno la concimazione con titoli tipo 21.0.25 o 10.0.30. E’ proprio tra Ottobre e Novembre che dobbiamo preoccuparci della somministrazione di tali fertilizzanti.

Il Potassio agisce come catalizzatore di numerosissimi processi enzimatici all’interno delle piante ed è un regolatore della pressione osmotica che gestisce la corretta presenza di acqua nei vegetali (per evitare che siano troppo sensibili all’azione del gelo e quindi muoiano).

E’ presente nei formulati commerciali granulari sotto diverse forme (solfato di Potassio, cloruro di Potassio, nitrato di Potassio) e si presenta in forma scagliosa o sferica.

Non possiede (in certe forme) una solubilità così accentuata e di conseguenza il controllo della sua classe granulometrica (SGN) deve essere adeguato. Concimi che arrivano fino a SGN 250 sono degli ottimi fertilizzanti per prati. Granelli più grandi manifestano difficoltà eccessive di scioglimento e quindi possono risultare meno efficaci o addirittura essere portati via dalla superficie attraverso l’aspirazione delle macchine da taglio (quindi come se non si fosse fertilizzato nulla e speso solo inutilmente del denaro).

Anche la parte azotata della nutrizione va considerata per bene: L’Azoto, elemento plastico per eccellenza nei vegetali con funzioni dirette nella produzione di massa verde (l’erba cresce), va distribuito sotto forma di rilascio programmato (tipo Polyon) o di lenta cessione (tipo metilenurea).

La liberazione degli elementi nutritivi contenuti varia tra una tipologia di rilascio e l’altra, ma ci soffermeremo più avanti in un altro capitolo su queste differenze.

In questo ambito ci serve capire che l’Azoto durante l’autunno non deve essere disperso nelle acque di falda per evidenti problemi ambientali e per spreco di denaro, ma va conservato come messo in cassaforte per le necessità reali, fornendo un rilascio prolungato, costante e preciso dell’elemento nutritivo.

Verso la parte finale dell’autunno rivestono anche grandissima importanza i mesoelementi e i microelementi come Magnesio, Ferro, Zinco, Manganese, Rame.

Essi svolgono una funzione essenziale per il ripristino della catena della fertilità (ricordarsi della legge del minimo), lavorano come acidificanti naturali (salute del terreno) e operano come induttori di resistenza (protezione interna delle piante dalle avversità biotiche ed abiotiche).

Nel catalogo Bottos è presente tutta una serie di prodotti altamente professionali, ma di facilissimo uso e di forte impatto, che rispondono alle esigenze appena descritte dei prati per fare in modo che il nostro giardino sia sempre un piacere e una fonte di divertimento e relax.