Bottos 1848

LE TRASEMINE SUI CAMPI SPORTIVI

Con la fine dei campionati di calcio, dalla serie A fino alle categorie inferiori, le superfici sportive godono del meritato riposo prima della ripresa agonistica di fine estate. È ora di mettere mano ai campi per rimetterli in sesto dopo l’intera stagione sportiva e, a parte tutta una serie di operazioni che si rendono necessarie per il ripristino dei corretti rapporti aria/acqua e per ridare sofficità e leggerezza al substrato, sicuramente l’operazione più importante, ma anche quella più rischiosa, visto il periodo stagionale, è la trasemina. L’operazione di risemina non è uguale ad una semina ex-novo. Prevede l’impiego di miscele di sementi e macchinari decisamente differenti.

Dovendo mettere seme su terreno sodo è sconsigliabile distribuire a spaglio senza creare un qualsivoglia sito di semina in modo da far “ancorare” la giovane futura piantina e soprattutto creare le condizioni ideali di umidità affinché il seme germini correttamente al riparo dagli stress ambientali e di calpestio delle settimane successive.

Sul mercato si trovano, quindi, tutta una serie di macchine traseminatrici che risolvono al meglio la problematica appena illustrata. Si possono trovare attrezzature equipaggiate con dischi singoli, dischi doppi, rulli ricci (dentati), rulli perforatori (carote), ecc. che soddisfano le richieste in funzione della tipologia di costruzione del tappeto erboso sportivo e delle necessità di fruibilità della superficie con definizione temporale dei risultati da ottenere.

Veniamo alle miscele.

Per i tempi ristretti di riposo della superficie, variabile dai 40 agli 80-90 giorni, non c’è altra alternativa che orientarsi con blend di loietti o con miscele tecniche costituite da un’alta percentuale di Lolium perenne (circa 90%) e una quantità più piccola e definita in peso di Poa pratensis particolarmente aggressiva (generalmente un 10%), poiché il periodo d’insediamento non è dei migliori a causa delle alte temperature e degli sbalzi idrici. VENERE della linea Zollaverde rappresenta in questo caso una risposta ormai collaudata e in continua evoluzione con inserimento di cultivar di Poa pratensis che sono in grado, se ben supportate con le concimazioni, di affrancarsi bene con formazione di rizomi sotterranei prima delle riprese delle attività.

Nel caso di campi sportivi caratterizzati da colorazione chiara è consigliabile utilizzare la miscela Belprato denominata RINNOVAPRATO costituita da un blend di 2 cv di Lolium perenne di colorazione verde brillante di germoplasma e moltiplicazione europei, con ottime performance di germinazione nei periodi caldi oltre i 30°C, da impiegare, in funzione della tipologia di traseminatrice, dai 15 gr/m2 fino ai 40-60 gr/m2. In caso di trasemine tecniche speciali la dose di semina si può innalzare finanche a toccare i 100 g/m2!!!

Nei terreni di gioco inerbiti con varietà scure, prevalentemente di origine americana, è meglio integrare il cotico con materiali della stessa colorazione/tonalità/intensità di colore e allora la scelta ricade sulla linea Master Green e più precisamente su ROYAL BLEND e ROYAL BLEND SPORT, blend  di Lolium perenne di germoplasma e moltiplicazione USA (in particolare Benchmark, Spyglass, Allstarter) di ultima generazione,  appositamente selezionati per interventi sul verde sportivo e che presentano cultivar resistenti ai tagli bassi e alle principali malattie estive.

Nel caso dell’impiego della miscela 90/10 con Lolium perenne e Poa pratensis va fatta un’ulteriore considerazione. In teoria si tratta della migliore combinazione per la rigenerazione, in quanto, oltre ad apportare vegetazione nell’immediato (Lolium perenne), si gettano le basi per l’insediamento della specie autorigenerante per antonomasia, cioè la Poa pratensis. Quest’ultima essenza non si vedrà subito, costringendo anche qualche limitazione nei diserbi autorizzati per le prime 6-8 settimane, ma quelle piante che si svilupperanno già nelle prime fasi andranno a contribuire in tardo autunno e inizio primavera ad infittire il manto e ad aiutare i ripristini post-partita, tenendo le zolle stabili e tenaci.

L’uso di VENERE è consigliabile sempre con dosaggi variabili dai 25 gr/m2 ai 40 gr/m2 ed è preferibile insediarla con traseminatrici a rullo riccio (dentate) a cui far seguire un top dressing di 2 mm circa di mix materiale leggero (sabbia o sabbia + materiale organico pulito e maturo). Anche l’intervento con macchine a doppio disco o a disco semplice con una distanza di spaziatura ridotta, funzionano molto bene; la Poa pratensis in poco tempo andrà a chiudere le file, cosa molto gradita per il controllo naturale delle infestanti.