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Bottos 1848

ALGHE E MUCILLAGINI SUL PRATO

Con la comparsa delle prime giornate calde è possibile notare nel prato, di solito sulla superficie del terreno, la presenza di uno strato molliccio e mucillaginoso dapprima verdognolo che si trasforma dopo qualche giorno, in una pellicola continua nera che emana un inconfondibile odore di alga marina.

Questa mucillagine in realtà è un’avversità del tappeto erboso, non legata a patogeni specifici, ma più che altro alla manutenzione del prato.

Le Mucillagini non sono legate tanto alla natura del terreno (sabbioso, organico, franco, argilloso) ma alla sua gestione; infatti questo fenomeno è legato perlopiù alla presenza di ristagni superficiali più o meno duraturi causati dal compattamento superficiale per calpestio e in più generale uso intenso accompagnato da tagli bassi al di sotto del limite consentito fisiologicamente dalla specie erbosa utilizzata.

In questa lamina sottile di acqua si instaurano delle vere e proprie associazioni algali in prevalenza quelle azzurre unicellulari, che proliferando in breve tempo, creando delle colonie che inizialmente si addensano in mucillagini e con il perdurare dell’insolazione e della conseguente evaporazione, s’incrostano formando un film organico impenetrabile sia all’acqua che all’aria.

Per ovviare a questo inconveniente è dapprima necessario riportare l’altezza di taglio a non meno di 50 mm se si tratta di miscuglio con Festuca arundinacea o 40 mm circa in caso di Miscugli Fini (Loietti, Poa e Festuche Fini). Questa operazione riduce l’insolazione sulla superficie limitando di molto lo sviluppo algale. Diventa poi fondamentale procedere con le operazioni di decompattamento superficiale quali bucature e carotature con leggere sabbiature per rimuovere la causa del fenomeno, reintrodurre aria nella porzione tellurica e ripristinare gli scambi gassosi tra il terreno e l’atmosfera.

L’impiego dei formulati WATER PLUS e WATER X sono degli ulteriori elementi determinanti per prevenire e poi gestire l’eccesso di umidità superficiale e sottosuperficiale dei terreni. Con l’utilizzo degli specifici surfattanti citati si riduce la tensione superficiale dell’acqua che può penetrare liberamente nei suoli, anche in quelli più soggetti a compattazione, senza ristagni idrici, permettendo i corretti scambi gassosi e la determinante evapotraspirazione.

Qualora non si operasse in siffatta maniera, si andrà incontro ad ulteriori evidenti problematiche di gestione del prato in quanto queste condizioni sono, ad esempio, l’anticamera alla comparsa del muschio nei periodi più freschi e umidi.