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IL PRATO SI DIRADA: PERCHÉ?

“Mannaggia! Fino a poco tempo fa avevo un prato bellissimo e adesso ci sono buchi, l’erba è gialla e non sono soddisfatto. Perché?”.

Ecco una domanda tipica del periodo estivo.

Ovviamente non è possibile fornire una risposta corretta senza conoscere le cause che hanno portato alla situazione riportata, ma vediamo di descrivere alcune circostanze tipiche dell’estate.

Acqua

Sicuramente ci troviamo di fronte ad un periodo critico nella gestione dell’impianto d’irrigazione, nella quantità d’acqua da amministrare e nel momento della sua distribuzione.

Attenzione. Troppa acqua può causare una difficoltà nel deflusso della medesima con conseguente riscaldamento a causa delle alte temperature e quindi danno da caldo sul prato (dobbiamo evitare di “cuocere degli spaghetti”). Conseguenza: diradamenti, perdita di densità, terreno nudo e ingresso d’infestanti.

Anche la mancanza d’acqua, ovviamente, porta alla perdita del prato, in questo caso segnalata prima da imbrunimento delle foglie (che diventano addirittura blu) e poi da loro disseccamento.

In terreni di medio impasto nei mesi più caldi un’irrigazione generale di circa 6-10 mm d’acqua (25-30 minuti circa di un tradizionale impianto d’irrigazione con pop up dinamici) ogni 2-3 giorni è sicuramente la prassi migliore e da adottare (cercando di arrivare a dilatare ancora di più gli intervalli dei diversi cicli irrigui).

Malattie

Se non siamo riusciti in primavera a ridurre il feltro, se abbiamo sbagliato il nostro piano di fertilizzazione con sbilanciamenti ed eccessi di Azoto a pronto effetto, se il tasso di umidità è sempre alto, allora corriamo fortemente il rischio d’imbatterci in patologie del prato di notevole disturbo. Pythium, Rhizoctonia, malattie fogliari (Gray Leaf spot, antracnosi, ecc.) sono la causa di morte puntiforme del tappeto erboso. Queste macchie vanno poi a confluire tra di loro creando delle situazioni spiacevoli e, in certi casi, addirittura d’impossibilità d’impiego della superficie a verde.

Certamente l’utilizzo di prodotti a cessione programmata (brevetto Polyon) o a lenta cessione in campo nutrizionale sono determinanti per evitare la perdita di prato a causa di malattie.

Anche il controllo del feltro attraverso le arieggiature (primaverili ed autunnali) è importantissimo per evitare il proliferarsi di spore dannose.

Per quanto concerne i prodotti per la difesa è bene affidarsi ad esperti (tecnici e giardinieri professionisti) e lasciare da parte il “fai da te” che potrebbe addirittura rivelarsi dannoso e pericoloso.

Caldo

Le alte temperature creano condizioni critiche per il mantenimento dei corretti rapporti fisiologici nelle piante. Per controllare il caldo, le piante continuano ad espellere acqua che, se non viene rifornita, crea disidratazione e morte dei vegetali. Mantenere un controllo della temperatura attraverso la più semplice ed economica termoregolazione (syringing) permette di limitare al massimo l’usura e l’incapacità delle graminacee utilizzate di rispondere ai climi più caldi.

Compattazione

La mancanza di aria nei terreni è una delle cause principali dei diradamenti in quanto le radici non riescono a respirare e i movimenti della soluzione circolante sono impediti con conseguente assenza di elementi nutritivi e di grado di umettazione corretto. L’apparato radicale diventa così superficiale, poco sviluppato e debole. E senza radici ogni pianta ha perso la sua proverbiale capacità di sopravvivenza.

Quindi promuovere i movimenti idrici e gassosi nel terreno mediante l’impiego di tensioattivi (Water Plus, Water X), pratiche agronomiche (carotatura, chiodatura, slicing, ecc.) e irrigazione è determinante.

Taglio

Quella che sembra essere la pratica più semplice e sciocca da eseguire, ha spesso causato dei veri e propri disastri. In estate ricordiamoci sempre di alzare di una tacca la nostra macchina da taglio e di rasare più alto. Le piante possiederanno maggiori sostanze di riserva, potranno eseguire la fotosintesi con più alta efficacia e di conseguenza saranno più sane. Tutto questo si tradurrà in un mantenimento della densità, della fittezza e dell’uniformità del manto erboso.

Quindi nel momento in cui si vede il tappeto erboso diradarsi, prima di eseguire la solita ed intuitiva operazione di soccorso (accendere l’impianto d’irrigazione) occorre fare una breve analisi di quanto è stato eseguito in primavera, di quelle che sono le condizioni pedoclimatiche in corso e dei potenziali stress presenti nel periodo temporale considerato.

A quel punto potremmo rispondere in maniera efficace con prodotti, pratiche e interventi che saranno mirati e che creeranno le migliori condizioni di salute del prato al minor costo possibile con evidente risparmio di costi.