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Bottos 1848

IL TAGLIO ROBOTIZZATO

L’operazione di taglio è una delle più importanti pratiche manutentive dei tappeti erbosi.

Attraverso il taglio, oltre a curare l’aspetto estetico, si controllano e si migliorano tutta una serie di situazioni determinanti per la salute dei prati. La secrezione degli ormoni delle piante cambia: con la rasatura si blocca l’emissione dell’auxina, che è l’ormone deputato alla crescita verticale per la produzione della spiga e del seme, e si sviluppa e facilita la secrezione delle citochinine e delle gibberelline, che sono invece gli ormoni che stimolano lo sviluppo delle gemme di accestimento alla base del culmo con azione di colonizzazione dell’area e formazione di un cotico denso, fitto e durevole.

Da tutto questo ne conviene che la frequenza di taglio è un elemento determinante per la salute e l’aspetto estetico dei prati.

Il taglio robotizzato massimizza questo parametro, cercando di ottimizzare il ritmo di rasatura al fine di evitare l’insorgenza d’infestanti all’interno di un prato diradato.

Un robot rasaerba, che utilizza il taglio di tipo rotativo, effettua dei passaggi randomizzati su tutta la superficie del giardino. Non ci sarà più l’effetto a strisce parallele come per i tosaerba a spinta tradizionali e/o i trattorini, ma un “disegno” casuale” (e quindi non evidente) sul prato.

Con i robot dell’ultima generazione anche le pendenze accentuate non risultano più un problema, risultando capaci di tagliare l’erba anche su pendenze del 35% (finanche 45% a seconda dei modelli). Certamente le superfici dovranno comunque essere sempre ben livellate e prive di ostacoli.

E’ già da tempo risaputo che la delimitazione dell’area da tagliare viene definita attraverso l’interramento di specifici cavi che il robot riconosce e che circoscrivono l’area d’impiego. Questa operazione viene eseguita dalle aziende installatrici nel momento della messa in opera dell’attrezzo direttamente nel giardino di casa e/o nell’area da tagliare.

Per evidenti motivi tecnici e di costruzione delle macchine (per esempio lame non troppo vicine alla fine della scocca), tendenzialmente i bordi di una superficie a verde rimangono esterni al lavoro del robot e quindi sono da definire comunque con interventi manuali da parte di operatori.

Il taglio robotizzato, essendo un taglio di tipo rotativo, presenta un grado di qualità che viene definito dal controllo dell’affilatura delle lame,in modo da essere sempre pulito, netto e preciso. Con lame con bordi arrotondati, il problema della sfilacciatura dell’erba viene ancora più accentuato con questa tipologia di macchine. Il consiglio è quindi quello di avere a disposizione sempre delle lame affilate, altrimenti si può incappare in potenziali aumenti delle patologie fungine e in disidratazioni dell’erba. Una sostituzione delle lame in ogni stagione (una volta/anno), può essere un buon compromesso per riuscire ad ottenere la corretta rasatura.

Il concetto basilare per il taglio robotizzato è quello di effettuare un mulching costante, asportando solo piccole quantità di erba che così vengono degradate direttamente dalla microflora del terreno e quindi non necessitano di raccolta.

In presenza costante di macchina con lame affilate, si evidenzia una minore percentuale di infestanti dicotiledoni dovuta al prato più fitto. Con potenziali infestanti a perenne e costante formazione di semi ad altezze anche molto basse (Poa annua), vi è invece la possibilità di propagare tali semenze in ampie porzioni di giardino.

Tendenzialmente, se si utilizza il robot non si assiste ad un maggiore accumulo di feltro oppure questo è molto modesto. Anche il consumo dei fertilizzanti può diminuire, come per tutti i tagli di tipo mulching, in quanto i residui di taglio sono degradati e gli elementi nutrivi contenuti rimangono a disposizione.

Chiaramente, insieme a tutti questi citati pregi, il taglio robotizzato ha un evidente limite: l’assenza di controllo diretto da parte dell’operatore. L’occhio esperto, ma anche quello di un principiante, riconosce immediatamente la presenza di una macchia “sospetta” (malattia) e opera di conseguenza. L’operatore professionale riconosce i momenti critici delle stagioni dove operare in maniera più o meno aggressiva con il taglio e diversifica l’altezza seduta stante a seconda delle sue esigenze. E sempre l’operatore provetto sa quando lavorare per il contenimento delle infestanti o per la loro espansione (ad esempio tagliando quando queste sono in fase di fioritura).

Per questo possiamo affermare che il taglio robotizzato cambia in modo significativo la gestione del tappeto erboso da un punto di vista economico e agronomico. Sicuramente esso risolve molti problemi, tipicamente sud-europei, di gestione del tappeto erboso, e cioè: ottimizzazione della frequenza di sfalcio, taglio netto e preciso (se si cambiano le lame almeno una volta/anno), aiuto nel controllo di alcune infestanti, potenziale riduzione degli apporti nutrizionali attraverso le fertilizzazioni.

Ma non per questo il robot tosaerba ha soppiantato la tecnica tradizionale di taglio, che mantiene le sue prerogative uniche e importantissime.

La lettura dell’arrivo dei robot tosaerba è che la tecnologia ci ha concesso una seconda opportunità di taglio e che noi possiamo utilizzare entrambe le tecniche a seconda della destinazione d’uso del prato, a seconda dei periodi, dei risultati che vogliamo ottenere e dei costi che siamo disposti a sopportare.